Piacenza

“Casella morì per un problema cardiaco”, ma il figlio non ci sta

21 febbraio 2013

Gianna Casella

AGGIORNAMENTO DELLE 15.30 – La famiglia di Gianna Casella non si rassegna e vuole ulteriori approfondimenti sulla morte della cantante piacentina. Sentito da Telelibertà, il figlio Marco Peveri ha avanzato dubbi sulla spiegazione emersa dagli esami clinici sul corpo della donna: “Siccome in Italia c’è libertà di parola e pensiero, io non credo che si sia trattato di un arresto cardiaco. E a questo punto cosa lo ha scatenato? Il cuore di mia madre era stato sottoposto ad accertamenti approfonditi due settimane prima della sua morte ed era sano. Per me il caso non è chiuso, valuterò il da farsi con il mio avvocato”. Gli esperti sostengono comunque che la miocardite virale fulminante, individuata come causa della morte della Casella, non è preventivabile, si presenta improvvisamente in tutta la sua gravità ed è legata ad un virus, quindi impossibile da prevenire.

NOTIZIA DELLE 12.17
Gianna Casella, caso chiuso: “Morì per un problema cardiaco”
La cantante piacentina Gianna Casella morì “per cause naturali, per colpa di un improvviso problema cardiaco”. E’ quanto hanno stabilito gli esami effettuati dagli specialisti dell’università di Pavia sul corpo della donna. E’ stata quindi esclusa la presenza di agenti esterni, ad esempio un batterio killer contenuto nel cibo mangiato nei giorni prima della scomparsa. Per la Procura della Repubblica di Piacenza, quindi, il caso è chiuso. Era il 15 ottobre quando la notizia della scomparsa della cantante piacentina commosse tutta la città. I familiari collegarono l’improvvisa morte a una possibile intossicazione alimentare e nel mirino della Procura finì un ristorante orientale in cui la donna pranzò alcuni giorni prima. Il locale fu chiuso dopo alcuni accertamenti dei Nas che trovarono alimenti mal conservati e i titolari vennero denunciati. Ma già dai primi esami sul corpo della donna venne escluso ogni possibile collegamento e la loro attività, seppur pesantemente danneggiata, potè riprendere. Il dito venne quindi puntato su un batterio, l’escherichia coli, e alcuni accertamenti vennero effettuati anche in casa e nell’orto della Casella per capire dove si poteva essere annidato. In realtà, l’esito degli ultimi esami ha allontanato anche questa ipotesi: il decesso fu causato da un improvviso problema al miocardo, come spiegato nella relazione arrivata oggi sul tavolo della Procura.

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