Centrale a biomasse a Bettola, anche Coldiretti dice no all’impianto

08 Giugno 2013

“Gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, devono essere sempre integrati nella realtà locale non calati dall’alto e imposti alla popolazione: alla base di un’operazione come questa deve esserci la condivisione”. Questo è il fulcro e il principio condiviso all’interno del consiglio di sezione di Bettola della Coldiretti, presieduto dal presidente di sezione Ugo Agnelli, riunitosi nei giorni scorsi, per affrontare la delicata questione relativa alla proposta di realizzare un impianto di cogenerazione, alimentato a biomassa, per la produzione di energia elettrica e pellet, ai Boccacci di Roncovero.

Il consiglio di sezione inoltre ha predisposto un documento in cui si legge che Coldiretti non è contraria alla produzione di energia da fonti rinnovabili quando si tratta davvero di un beneficio per la cittadinanza, l’ambiente e l’agricoltura. Tali installazioni dovrebbero essere caratterizzate da sostenibilità socio ambientale: con una attenta valutazione dell’impatto sul territorio, non solo in termini di emissioni ma anche e soprattutto sull’origine dell’approvvigionamento; e da sostenibilità economica ed ecologica :se il materiale non arriva dalla vallata, salta prima il bilancio ecologicamente sostenibile delle emissioni – in primis l’anidride carbonica – alla base del vantaggio dell’agroenergia e poi anche quello economico, visto che il valore dell’approvvigionamento non rimarrebbe di certo nella vallata.

“Decine di aziende agricole in Comune di Bettola – ribadisce il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi – assieme ad altre sparse in tutta la vallata, poco più di dieci anni fa hanno dato vita al Consorzio Biopiace, un’esperienza “nata dal basso” e fortemente voluta e sostenuta da Coldiretti: produttori biologici di carne, latte e latticini, miele, ortofrutta, salumi, conserve e cereali, si sono riuniti per chiudere la filiera agroalimentare, garantendo le proprie produzioni nei confronti del consumatore finale e sviluppando eccellenze uniche in Italia come il Grana Padano Biologico. Dopo tanti anni, passando dalla Cooperativa Agripiace in cui si sono associati, oggi prodotti di altissimo livello qualitativo per oltre 2 milioni di pasti l’anno nelle mense scolastiche e ospedaliere della nostra provincia. I produttori agricoli difendono così il territorio e il futuro delle proprie aziende e della vallata. Questo è un progetto che ha salvato tante aziende di questa vallata, un progetto in movimento che si allarga sempre più (con crescite di fatturato ancora a due cifre), una speranza e una garanzia di sostenibilità per la popolazione che vive e lavora in quella che fu voluta e definita come “Natural Valley. Questa è condivisione, questa è sostenibilità, questa è economia reale non finanza”.

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