Rapporto Confindustria: migliora solo l’export, cala l’occupazione

06 Marzo 2014

Bolzoni (3)

Imprese in stallo, ma con qualche spiraglio di luce. E’ quanto emerge dall’indagine semestrale di Confindustria Piacenza, che ha analizzato la seconda metà del 2013. In particolare il fatturato ha presentato dati meno negativi rispetto ai primi 6 mesi dell’anno scorso, assestandosi ad un -0,69% contro il -1,49% di inizio 2013. I numeri del fatturato totale nascondono l’andamento divergente che si registra tra mercato estero e interno: il primo, infatti, è in crescita del 3,28%, mentre il secondo perde ancora il 2,32%. “I Paesi più floridi sono quelli più lontani come gli Stati Uniti – ha commentato il presidente Emilio Bolzoni – mentre l’Europa presenta luci ed ombre”.

L’occupazione cala dello 0,40%. Guardando ai settori, positivo è il dato dell’alimentare (+3,18%), che nel semestre precedente aveva invece segnalato dati negativi. Il settore meccanico, spina dorsale dell’economia provinciale, riporta un dato di sostanziale stabilità (+0,20%). Continua, seppure con numeri meno negativi, la grande sofferenza dei materiali edili. Il calo registrato è del 13,94%.

Ancora critici inoltre gli investimenti che rispetto al 2012 diminuiscono del 5,57, percentuale che diventa ancora più negativa nel settore meccanico, -8,30%.

Ad accendere qualche speranza sono le previsioni formulate dagli imprenditori in miglioramento rispetto a quanto indicato in passato. Il 35% si aspetta un aumento del fatturato in questi primi 6 mesi del 2014, contro un 13% (22% sei mesi fa) che invece ne prevede una diminuzione. Il settore delle industrie varie sembra mostrare le prospettive migliori, con un 50% di imprese che si aspettano un aumento del fatturato e nessuno che ne prevede una diminuzione.

Secondo Confindustria il rischio però è di replicare una situazione già vista in passato vale a dire un accenno di cambio di direzione che non si consolida in una ripresa stabile. A detta di Bolzoni una vera svolta arriverebbe dalla politica, andando a ritoccare le normative sulla tassazione. Le imprese coinvolte in quest’indagine rappresentano circa 3 miliardi di euro di fatturato e circa 9.000 addetti.

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