Bobbio, georadar per scoprire strutture sepolte al monastero di S. Colombano

29 Aprile 2014

Bobbio, monastero di San Colombano-800

Dal 30 aprile al 2 maggio il centro storico di Bobbio ospiterà un’importante iniziativa di ricerca archeologica di profilo internazionale; un team di studiosi italiani e francesi sarà impegnato in indagini con applicazione del georadar in prospezioni nell’antico monastero di S. Colombano. Fondato agli inizi del VII secolo dal santo irlandese, del quale proprio a Bobbio si venera il corpo, il monastero fu nel medioevo uno dei più importanti centri di spiritualità e cultura dell’Europa cristiana, meta di pellegrinaggio internazionale tra i paesi d’Oltralpe e il Mediterraneo.
Al servizio di questa ricerca verranno impiegate tecnologie all’avanguardia, come le prospezioni tramite georadar, che consentono di individuare senza scavi o sondaggi muri e altre strutture ancora esistenti e non più visibili: gli archeologi del CNRS francese, coordinati da Sebastien Bully, e le archeologhe Eleonora Destefanis (Università del Piemonte Orientale) e Roberta Conversi, (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna) saranno allora impegnati nelle indagini nella chiesa, nel chiostro ed in alcune aree esterne.
Una  sinergia tra gli enti locali – Comune e Parrocchia di S. Colombano in testa – ha reso possibile l’organizzazione di queste giornate di ricerca, che rappresentano una delle tappe di un percorso iniziato ormai da anni, e che ha già visto la presenza nel 2013 di studiosi irlandesi dell’università di Galway, impegnati a Bobbio per analoghe attività.

Ma non si tratterà di un’iniziativa per soli addetti ai lavori: venerdì 2 maggio, a partire dal pomeriggio, gli archeologi condivideranno sul posto il loro lavoro con chi vorrà osservare ed eventualmente approfondire con domande le conoscenze sul monastero e su queste innovative tecnologie di ricerca.

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