“Fermare il declino di Soarza”: l’appello dei residenti della frazione di Villanova

06 Aprile 2016

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Un paese che sta scomparendo. Una realtà che svanisce, con tutta la sua storia, le sue persone, i suoi edifici, sotto i nostri occhi. Soarza, la frazione di Villanova d’Arda al confine con Cremona, nel 1930 contava più di 1.000 abitanti, ora il numero è sceso a 150. I pochi indiani che ci vivono, operai nelle stalle e nei campi, si stanno trasferendo a Londra, a Berlino dove c’è più lavoro rendendo l’ambiente ancora più desolato.

Un peccato anche perché “il paese arso dal sole” (Su Arsa) ha quasi 2.000 anni e mantiene ancora la struttura tipica dei centri abitati della pianura padana: case semplici, in fila, basse, la via principale, la chiesa. L’associazione pro loco “Amici di Soarza”, che conta una trentina di soci, fa quello che può organizzando sagre estive per raccogliere fondi a favore del mantenimento degli edifici, intorno ai quali, si ritrovano i pochi anziani rimasti. Il tesoro più prezioso della frazione sta cadendo letteralmente a pezzi. Si tratta del palazzo Costa, edificio della fine del 1600, ora di proprietà privata, che si sta disintegrando.

Si può far poco per impedire un inevitabile declino, ma i membri dell’associazione sperano in un’attenzione maggiore da parte dell’amministrazione comunale di Villanova (le strade da rifare, un nuovo ponticello sulla ciclabile lungo il Po), e in incentivi per lo sviluppo delle attività commerciali e legate al grande fiume.

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