Appalti comunali, per la Procura ci fu anche corruzione. Il 6 luglio deciderà il Riesame

30 Giugno 2017


Il 6 luglio il Tribunale del Riesame di Bologna deciderà se nel caso degli appalti comunali finiti nel mirino di Magistratura e Guardia di finanza ci fu anche corruzione. La Procura della Repubblica di Piacenza, infatti, oltre a quelle per abuso d’ufficio e falso ideologico aveva chiesto tre misure cautelari (sulle quattro complessive) per corruzione a carico di due dipendenti comunali e del titolare di una ditta che secondo le accuse sarebbe stata favorita su un appalto.

Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Bersani, però, aveva rigettato la richiesta di arresti per corruzione in concorso, riconoscendo invece le altre ipotesi di reato.

Quindi due dipendenti comunali e l’imprenditore sono ai domiciliari per abuso d’ufficio e falso ideologico (a vario titolo), mentre una terza dipendente del Comune aspetta il responso del Riesame per la sola corruzione in concorso.

Due lavoratori sono inoltre coinvolti nella maxi indagine sui furbetti del cartellino che viaggia parallelamente.

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