Semi-residenza per curare anoressia e bulimia: studio e pasti assistiti

01 Giugno 2018

Terapia e vita. E’ la filosofia alla base di un progetto unico in Emilia Romagna: la semi-residenza per minori affetti da gravi disturbi del comportamento alimentare come anoressia, bulimia e disturbo dell’alimentazione incontrollata (Bed). Gli spazi, operativi da quindici mesi, si trovano nella sede della Cooperativa Assofa, grazie a una convenzione con l’Ausl. La caratteristica distintiva dell’attività è che le ospiti accedono dopo la scuola e restano fino a sera ma dormono nelle proprie abitazioni; pranzo, merenda e cena sono assistiti.

“La semi residenza è un tassello pregiato del percorso – spiega Giuliano Limonta, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’ospedale di Piacenza -. E’ una via intermedia tra ambulatorio e ospedale con un’attività di riabilitazione nutrizionale intensiva. Il beneficio è che le pazienti riescono ad avere funzioni di cura molto sofisticate continuando ad andare a scuola e tornando a dormire a casa la sera”. L’altra caratteristica del progetto è che i genitori e i fratelli dei pazienti sono inseriti nel percorso e il venerdì pomeriggio partecipano a un incontro con gli esperti.

L’età in cui i disturbi si manifestano è sempre più bassa e sta interessando anche la preadolescenza, un problema tipicamente femminile ma che negli ultimi anni sta aumentando anche tra i maschi.

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