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Chiuso il centro accoglienza Don Zermani: ridistribuiti i 39 profughi

31 agosto 2019

Bicicletta spinta a mano sul furgone che li ha portati verso altre destinazioni, sulle spalle lo zaino con vestiti, documenti e quel minimo necessario per la sopravvivenza quotidiana. Trentanove richiedenti asilo hanno lasciato il Centro accoglienza straordinaria “Don Zermani” (dell’associazione “La Ricerca”) che ha chiuso i battenti venerdì sera.

Un commiato segnato da forti momenti di commozione e parole di incoraggiamento da parte di operatori e volontari della struttura, che in due anni e mezzo ha ospitato 76 immigrati di diverse nazionalità (Pakistan, Bangladesh, Costa d’Avorio, Ghana, Gambia, Senegal, Mali, Guinea Bissau, Somalia, Camerun) in convenzione con la prefettura di Piacenza. Convenzione che era scaduta il 30 aprile scorso. “La Ricerca” aveva comunque proseguito l’attività. La proroga è scaduta il 30 giugno, quando è stato emesso un nuovo bando a cui “La Ricerca” non ha partecipato per le condizioni economiche definite “insostenibili”, ma anche perché “le modifiche introdotte a livello ministeriale prevedono che i centri si limitino a fornire solo vitto, alloggio e sorveglianza, mentre l’associazione aveva intrapreso la strada dell’assistenza ai profughi dopo aver elaborato un progetto molto più ampio. L’accoglienza – si legge in un comunicato diramato dalla stessa associazione – è proseguita finché non è stata garantita una nuova sistemazione a tutti gli ospiti: 31 sono stati avviati in altre strutture del Piacentino, otto hanno trovato ospitalità presso familiari o amici”.

Terminata questa esperienza di accoglienza, l’associazione “La Ricerca” non smetterà comunque di far fronte ai bisogni degli immigrati: insieme alla Caritas diocesana sta studiando altre modalità di intervento in cui potersi impegnare.

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