Vegliato il corpo

“Non ti voglio più vedere”. La frase di Elisa fa scattare la furia di Sebastiani

9 settembre 2019

“Non ti voglio più vedere”. Massimo Sebastiani è rimasto impietrito. Non si aspettava che dalla bocca di Elisa potessero uscire quelle parole. Sarebbe stata proprio questa frase, che forse la ragazza meditava già da qualche tempo, a far crollare il castello che il tornitore di Carpaneto si era costruito nella mente in questi ultimi anni. Ma soprattutto a provocare lo scatto d’ira fatale. In quei terribili istanti l’uomo, accecato dalla rabbia, avrebbe afferrato per il collo Elisa strozzandola a mani nude fino a ucciderla.

E’ verosimilmente questo l’avvio della storia che per 14 giorni ha tenuto tutti con il fiato sospeso, passando attraverso due decisivi aggiustamenti di rotta – la modifica delle imputazioni per Sebastiani  da sequestro di persona a omicidio e occultamento di cadavere, e poi lo stop all’ausilio dei volontari nelle ricerche con l’affidamento ai reparti speciali dei carabinieri – fino al tragico epilogo.

Sembra, ma non c’è ancora una conferma ufficiale, che dopo aver ucciso Elisa Sebastiani non l’abbia “sepolta” subito. Ma che abbia “vegliato” sul cadavere (che nel frattempo aveva trasportato in auto nella zona boschiva di Costa di Sariano dopo essere passato a fare rifornimento) quasi non credendo di poter essere arrivato a tanto e confidando nell’impossibile. Solo alcuni giorni, dopo aver realizzato ed elaborato, avrebbe deciso di scavare una buca nel fossato dove il corpo è stato ritrovato.

Intanto dopo la cattura sabato mattina alla Costa di Sariano di Gropparello, dalla notte scorsa Sebastiani è in cella alle Novate accusato di omicidio e di occultamento di cadavere. Davanti al magistrato Ornella Chicca e al suo avvocato Mauro Pontini (ieri nominato come legale di fiducia) avrebbe confessato pentendosi amaramente. “Se avessi qui una pistola mi ucciderei”.

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