Il mistero della videochiamata

Elisa uccisa tra le 14.11 e le 14.21. Sebastiani le scrive dopo averla strozzata: “Scusa se mi sono arrabbiato, fatti sentire”

10 settembre 2019

Elisa Pomarelli è stata uccisa nel pollaio della casa di Campogrande di Carpaneto tra le 14.11 e le 14.21 di domenica 25 agosto. La giovane e Massimo Sebastiani arrivano lì assieme, dopo essere stati a pranzo a Ciriano. “Andiamo a costruire una casetta di legno“, aveva detto l’uomo all’atto di pagare il conto.
Le telecamere di una ditta confinante riprendono i due entrare nel pollaio adiacente alla casa di Sebastiani, ma dieci minuti dopo esce solo l’operaio di 45 anni, reggendo tra le braccia il corpo senza vita della ragazza.
E’ quanto emerge dagli atti dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Ornella Chicca e condotta da carabinieri.
Nelle ore successive, dopo aver fatto sparire il corpo in una zona inaccessibile di un bosco a Sariano di Gropparello, l’uomo manda due messaggi whatsapp al cellulare di Elisa, già morta.
Il primo alle 16.48: “I listoni per la casetta li ho trovati. Taty scusa se mi sono arrabbiato, ma mettiti nei miei panni e fatti sentire”.
Il secondo, alle 18.57, è un messaggio vocale: “Taty, va beh. Rispondi quando riesci“. Poco dopo prova a chiamare il telefono, che risulta spento.

Messaggi trovati nel telefono di Sebastiani la sera stessa, che lasciano intuire una lite e un’arrabbiatura da parte dell’uomo, facendo subito supporre agli inquirenti un atto violento da parte sua. La certezza si avrà solo dopo 13 giorni di fuga, con l’arresto di sabato 7 settembre e il successivo ritrovamento del cadavere della povera Elisa.

Non è ancora stato trovato, invece, il telefono della ragazza, lanciato da Massimo in un campo della zona. Probabilmente nel tentativo spegnerlo, alle 14.34, Sebastiani aveva inavvertitamente fatto partire una videochiamata a un’amica di Elisa. Nessuna risposta e telefono spento quando la ragazza ha richiamato.

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