Progetto Disagiovani

Tra i tanti temi del terzo incontro anche il rapporto tra genitori e figli

2 dicembre 2019

Dopo il liceo Gioia di Piacenza e Fiorenzuola, #DisaGIOvani, l’iniziativa itinerante per combattere il disagio giovanile ha fatto tappa a Castel San Giovanni, dove circa 300 studenti dell’istituto Marcora e del polo superiore Volta si sono messi in gioco e hanno portato sul palco del Teatro Verdi la loro visione della realtà che li circonda. Una realtà nella quale i pericoli sono bullismo e cyberbullismo, e le insidie possono nascondersi in un bicchiere o in sostanze che promettono la felicità e che invece creano solo dipendenza. Sollecitati dalla direttrice di Telelibertà e Liberta.it, Nicoletta Bracchi, gli studenti del Marcora e del Volta hanno provato a spiegare alla platea di adulti, genitori, autorità e rappresentanti delle istituzioni locali cosa intendono per disagio. Lo hanno fatto proiettando video e intervistando alcuni esperti, come il direttore del Sert di Piacenza Antonio Mosti.

“Come possiamo aiutare qualcuno se ci accorgiamo che sta scivolando nella dipendenza?” hanno chiesto i ragazzi. “Il primo passo è ammettere di avere un problema e poi riconoscere che nessuno salva nessuno” ha risposto loro l’esperto. Diverse le testimonianze dei genitori. Il momento emotivamente più forte lo si è avuto quando alla domanda: “vi fidate dei vostri genitori?” che il direttore Bracchi ha rivolto ai ragazzi, in pochissimi hanno alzato la mano. Un vero e proprio “pugno nello stomaco” per gli adulti presenti in sala. “Avremmo voluto vedere tutte le vostre mani alzate – ha affermato Rita Croci, docente tra le ospiti di #DisaGIOvani a Castello -. Ma è anche vero che iniziative come queste servono ad affrontare le difficoltà di comunicazione e a porci delle domande”. Tra gli ospiti anche il prefetto Maurizio Falco che, raccogliendo l’invito di un padre, ha dato il via a Disagiovani. “Vogliamo farvi uscire dall’ombra – ha detto Falco – Se voi iniziate a raccontarvi e noi facciamo lo sforzo di ascoltare e non giudicare siamo a buon punto”.

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