Test negativi, il manager di Fiorenzuola non è il paziente zero

22 Febbraio 2020

Giallo “paziente zero”: i test sono negativi, si cerca la persona che ha avviato il contagio

Ora c’è anche l’ufficialità: il paziente zero è risultato negativo si test e, in sostanza, non ha mai contratto il virus.

Una notizia che getta ulteriore inquietudine visto che sui movimenti del manager della Mae di Fiorenzuola si erano basate le ricostruzioni relative ai potenziali contatti a rischio contagio.

Un elemento che ora costringe a una nuova ricerca che possa svelare chi abbia contagiato il podista 38enne di Codogno, il cosiddetto paziente 1.

Proprio l’uomo di Codogno è in condizioni gravi ma stabili: è lui il “paziente uno” del coronavirus. L’uomo, inizialmente ricoverato nella terapia intensiva dell’ospedale della cittadina lodigiana, è stato trasferito nella notte del 22 febbraio al San Matteo di Pavia. La moglie, incinta di otto mesi e positiva al virus, è ricoverata all’ospedale Sacco di Milano in buone condizioni. I

Intanto si stanno studiando tutti i movimenti effettuati dal 38enne infettato e che è stato medicato al pronto soccorso di Codogno. L’uomo, oltre ad aver partecipato a vari eventi sportivi, ha cenato al ristorante la Bellaria di Rivergaro assieme a due amici, il 15 febbraio scorso. I titolari hanno deciso, in via precauzionale e su base assolutamente volontaria, di chiudere l’esercizio pubblico per alcuni giorni e di sottoporsi agli specifici tamponi anche se stanno bene e non presentano sintomi. “Non conoscevamo l’ospite e non sapevamo di averlo avuto come cliente, appena appresa la notizia per senso di responsabilità abbiamo deciso di chiudere il locale per qualche giorno e di avvertire i nostri clienti. Siamo molto lieti dell’intervento dell’autorità sanitaria a cui abbiamo dato la massima collaborazione nell’interesse comune. Peraltro stiamo tutti bene e attendiamo con interesse l’esito delle indagini sanitarie. Il caso ha fatto sì che il nostro ristorante diventasse noto a causa di questa disavventura, ma confidiamo che grazie agli accertamenti delle autorità sanitarie il nostro locale potrà risultare certificato come locale ufficialmente sano.” – hanno dichiarato i titolari tramite l’avvocato Andrea Perini.

 

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