I decessi salgono a sei, oltre 220 contagi in sette regioni. Strade blindate

24 Febbraio 2020

Sono saliti a 6 i morti per infezione da Coronavirus. Ai tre di ieri si sono aggiunti oggi un  un 84enne di Bergamo e un 88enne di Caselle Landi, entrambi con patologie pregresse, e poi un ottantenne a Milano. Oltre duecento casi accertati in tutta Italia; 172 nella sola Lombardia dei quali  circa 10% sono nella situazione più critica e il 50% sono al proprio domicilio perché asintomatici. Numeri che collocano l’Italia al terzo nel mondo per numero di contagi, dopo Cina e Corea del Sud.

“Il 70% dei contagiati lombardi sono maschi e il 30% femmine – ha spiegato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, che ha aggiunto – sono stati processati 1500 tamponi e quindi c’è un’indagine estremamente approfondita”.

Ieri la psicosi ha scatenato l’assalto ai supermercati, con lunghe code e scaffali svuotati in poche ore. Nell’epicentro del focolaio lombardo che ha Codogno come punto di riferimento i paesi coinvolti sono isolati, con posti di blocco lungo il perimetro della zona rossa e le forze di polizia che consentono il transito esclusivamente alle persone autorizzate. E’ il piano con le “misure di contenimento” voluto dal governo per isolare il virus negli 11 comuni di Lombardia e Veneto dai quali è partito il contagio.

Un dispositivo che coinvolge cinquecento uomini – tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari dell’Esercito – a presidio per 24 ore al giorno dei 43 varchi, unica via per entrare ed uscire dalle aree focolaio, e che prevede la possibilità di utilizzare, se necessario, anche i Nuclei Nbcr dei Vigili del Fuoco.  Provvedimenti che non sono comunque riusciti nei primi momenti a contenere completamente la fuga dalla zona rossa. In alcuni casi infatti residenti dell’area off-limits sono usciti per andare a fare la spesa, altri per cambiare domicilio e spostarsi nella casa di vacanza o dai genitori al sud.

 

© Copyright 2021 Editoriale Libertà