Luca Baldino: “Situazione sotto controllo. State in casa anche dopo il picco o la sanità non reggerà”

20 Marzo 2020

“Il dato della mortalità nel Piacentino è molto alto e terribile, si spiega solo comprendendo che questo virus è più pericoloso di quello che ci dicevano e che in alcuni casi porta alla morte”. E’ il direttore generale dell’Ausl di Piacenza, Luca Baldino, ad analizzare il numero dei decessi da coronavirus che ha raggiunto le 257 unità in un mese. “Più è alto il numero di contagi, maggiore è il numero di volte in cui si arriva in un contesto in cui la medicina non può fare niente, in cui né la terapia intensiva né i farmaci riescono ad interrompere l’esito. I nostri medici e i nostri infermieri salvano tantissime vite, ma l’unico modo per fermare le morti è quello di fermare il virus”.

E per fermare il virus, ancora una volta, l’invito è quello di restare a casa. “La domanda che più spesso mi viene fatta in questi giorni – prosegue Baldino – è se la situazione è sotto controllo, se la sanità terrà. Sì, la sanità terrà, i medici fanno quello che devono fare, i posti letto ci sono, il fatto di avere una rete di terapie intensive che copre tutta la Regione ci consente di collocare i pazienti anche al di fuori di Piacenza. Ma questo non deve indurci a pensare che siamo in una situazione di normalità: siamo in una condizione molto lontana dalla normalità. Chi dovesse entrare al nostro pronto soccorso troverebbe decine e decine di persone distese sui letti, con l’ossigeno e in attesa di essere ricoverate, accudite dagli infermieri e curate dai medici. Per questo motivo, anche se ci sono segnali che oggi ci fanno sperare di essere vicini al picco, non possiamo pensare di fermarci adesso. L’unico modo per arrestare il virus è quello di evitare che passi da una persona all’altra. Dobbiamo rimanere in casa, ancora per un po’ di tempo”.

“La speranza – conclude Baldino – è che continui quello che si è visto negli ultimi due giorni, cioè la stabilizzazione degli accessi al pronto soccorso e quindi l’avvio del calo. Non si fermerà subito perché la malattia ha un suo percorso e proseguirà per qualche giorno ancora dopo il picco. Mi auguro che si riesca a vedere, nella prossima settimana, una diminuzione  di ricoveri ma questo non deve farci abbassare la guardia. Se ricominciassimo a uscire e ad avere intensi rapporti sociali, ricomincerebbe la propagazione del virus provocando una nuova ondata che la sanità avrebbe veramente difficoltà a reggere”.

Dal direttore generale dell’Ausl è arrivata anche la conferma dell’avvio della sperimentazione, in tutti gli ospedali della regione, del farmaco anti-artrite Tocilizumab, indicato come performante per fermare il virus. “Sembra che dia buoni risultati. Anche l’ospedale di Piacenza si è immediatamente attivato per partecipare alla sperimentazione e per identificare i pazienti per i quali questo farmaco può essere utile. Speriamo che ci aiuti a migliorare il percorso di cura”.

In merito al numero di tamponi Baldino ha spiegato che a Piacenza, in grado di analizzarli autonomamente da qualche giorno, ne possono essere processati circa 200 e che “l’Ausl sta cercando di aumentare il numero”.

“Stiamo cercando di capire se riusciamo a predisporre altri sei letti di terapia intensiva – ha concluso Baldino -. Per quanto riguarda la rete provinciale ospedaliera ormai è praticamente quasi tutta convertita a Covid-19, sia la parte pubblica (Piacenza, Castel San Giovanni, Fiorenzuola) sia quella privata. Sicuramente un grosso aiuto verrà dall’ospedale militare, che sarà pronto nei prossimi giorni”.

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