Coronavirus

Dall’inizio dell’emergenza, a Piacenza assunti 158 operatori sanitari

24 marzo 2020

Da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, a Piacenza e provincia sono stati assunti 158 operatori sanitari (31 medici, 75 infermieri, 39 operatori sociosanitari e altri 13 profili).

Lo rende noto la Regione, la quale informa anche che sono 122 i medici e gli infermieri che hanno risposto al bando straordinario indetto sabato scorso, una selezione avviata in tempi brevissimi per professionisti destinati alle strutture sanitarie di Piacenza e Parma, le province più colpite dal Covid-19. In soli tre giorni hanno aderito alla chiamata regionale non solo dall’Italia, ma anche da Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Ucraina, Venezuela, Pakistan, Turchia, Albania: il tempo di completare le pratiche necessarie, dopodiché 63 sono destinati a Piacenza (29 medici e 34 infermieri) e 59 all’Azienda ospedaliera e Azienda Usl di Parma (36 medici e 23 infermieri).

Si aggiungono ai 1.359 operatori assunti in Emilia-Romagna dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

“La risposta arrivata al nostro bando straordinario di soli tre giorni fa è stata eccezionale – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle politiche per la salute, Raffaele Donini – una disponibilità così estesa che non può non essere ricondotta alla volontà di tanti di esserci nel momento più difficile, quando il bisogno è massimo. Donne e uomini a cui saremo sempre grati. Più in generale, poi, si può parlare di un piano straordinario di assunzioni che abbiamo varato in tempi record, uno sforzo organizzativo possibile anche grazie alla collaborazione delle Aziende sanitarie, che ci ha permesso di dare rinforzo al nostro personale, soprattutto nelle due province più colpite. Ma tutto il personale che opera nella sanità dell’Emilia-Romagna e che ogni giorno è chiamato a un impegno immane, sotto tutti i punti di vista, ci sta facendo sentire sempre più orgogliosi. A loro va il nostro grazie, così come a tutte le professioni medico-sanitarie e a tutti quelli che nelle istituzioni di ogni livello, nella sanità e nella protezione civile, stanno lavorando, spesso dietro le quinte e in tempi rapidissimi, per organizzare e far andare il sistema a pieno regime”.

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