Imprenditore

Morto l’ex presidente di Confagricoltura Bergamaschi, vittima del Coronavirus

27 marzo 2020

 

Il Coronavirus si è portato via un’altra figura storica del nostro territorio, esponente del mondo agricolo. Si è spento all’ospedale di Piacenza Massimo Bergamaschi, presidente dell’Unione Provinciale Agricoltori dal luglio 1984 all’aprile 1993, già componente del consiglio di amministrazione della Banca di Piacenza, eletto nel consiglio di amministrazione di Piacenza Expo nel triennio 2014-2017, noto imprenditore agricolo di Besenzone, candidato alle provinciali negli anni 90. Aveva 71 anni e lascia la moglie Enrica, i figli Umberto, Ferdinando e Anna.

“Tutta Confagricoltura Piacenza è profondamente scossa per la perdita di Massimo Bergamaschi, figura di riferimento dell’associazione di cui è stato componente di consiglio direttivo da quando giovanissimo prese le redini dell’azienda di famiglia “La Casa Bianca a Mercore di Besenzone- si legge in una nota dell’associazione – è stato la guida verso una nuova idea di sindacato sempre più portavoce di agricoltori-imprenditori, attenti ai costi e alle logiche di mercato, con la crescente necessità di doversi confrontare in un contesto europeo e con la consapevolezza di esserne protagonisti. Innovatore, schietto, appassionato e di grane onestà intellettuale, concreto e capace organizzatore, Massimo Bergamaschi ha fatto crescere la sua azienda così come l’associazione. Tra le tante cariche Bergamaschi è stato nominato nel 1978 consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Frisona per divenirne, l’anno successivo, vicepresidente. Prezioso è stato il suo contributo anche come componente di Giunta dell’Associazione Italiana Allevatori; storica la sua attività nell’Associazione Provinciale Allevatori che ha lungamente presieduto.

Il presidente di Confagricoltura Piacenza, Filippo Gasparini, ne traccia un commosso ricordo: “Il confronto con Massimo era sempre schietto, a volte serrato, ma sempre finalizzato ad individuare la scelta migliore per il sindacato e per le imprese. Mi commuovo pensando alla scintilla di passione che aveva negli occhi nei nostri dialoghi, talvolta persino duri, sulle scelte contingenti, mai sulle finalità. Aveva una profonda onestà intellettuale. Ricorderò quando mi ha incoraggiato a fare il presidente. Mi ha detto: “Bisogna sempre buttare il cuore oltre l’ostacolo, noi siamo imprenditori, siamo Confagricoltura!”.

“Un galantuomo e l’imprenditore più bravo e lungimirante che conoscessi nel suo settore, se ne va un amico e un grande professionista – sono le parole di Emilio Bertuzzi, allora vicepresidente di Bergamaschi- da lui ho imparato tantissimo – prosegue Bertuzzi – grazie all’esperienza maturata al suo fianco sono diventato presidente dopo di lui. Per me rappresentava un punto di riferimento sia a livello lavorativo che di amicizia. Non ci sono parole per descrivere il dolore di una perdita così improvvisa e a causa di questo virus, il mio abbraccio va alla moglie, donna eccezionale che gli è sempre stata accanto.

Il cordoglio del sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri

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