A marzo 152 funerali e 73 tumulazioni. “In un mese il lavoro di un quadrimestre normale”

03 Aprile 2020

Funerali quadruplicati rispetto a marzo dello scorso anno e tumulazioni delle ceneri quasi triplicate. Nel periodo più tragico della storia di Piacenza, il cimitero urbano sta sopportando un lavoro straordinario che va ben oltre ogni previsione.
Per dare l’idea dell’attività a cui sono obbligati gli addetti è sufficiente riportare i numeri delle ultime settimane: a marzo sono stati complessivamente 152 i funerali (comprensivi di inumazione e tumulazione nei loculi o nelle tombe) e 73 le tumulazioni di ceneri. Nel marzo del 2019 i funerali furono 36 e le tumulazioni delle ceneri 27, mentre nel 2018 furono rispettivamente 51 e 21.
“In un anno normale – confermano i responsabili della Piacenza Servizi Cimiteriali, realtà che ha in gestione la struttura cittadina – questi numeri sarebbero stati spalmati in un quadrimestre. Adesso invece ci siamo trovati di fronte a un’emergenza inattesa, ma stiamo ugualmente riuscendo a rispondere alle esigenze di tutti senza andare in sofferenza, grazie a un’integrazione dell’organico che prevede anche la presenza della nostra coordinatrice in modo stabile”.
Nessun problema, come già ampiamente ribadito, relativamente alla capienza: “Su questo aspetto non c’è alcun tipo di preoccupazione”, però è logico che gli addetti siano chiamati a un superlavoro già da settimane. “Ma anche in questo caso stiamo rispondendo a ogni richiesta che ci arriva dal territorio. I nostri uffici sono a disposizione, anche se per ragioni sanitarie è possibile contattarci solamente al telefono e l’ingresso è consentito esclusivamente agli addetti delle onoranze funebri oppure a un familiare del defunto”.
Rimane ovviamente chiuso il cimitero per le visite ai propri cari, in base a quanto stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio, così per i funerali viene aperto solamente l’ingresso più vicino alla tomba, con entrata consentita esclusivamente ai parenti più stretti che devono comunque rimanere a distanza di sicurezza.
“Nonostante una fase di emergenza mai vissuta – proseguono i responsabili – stiamo anche riuscendo a far fronte in modo positivo a richieste che arrivano dalla comunità, come conferma l’apertura di un’area destinata alla sepoltura di cittadini di religione musulmana che è già disponibile, ma non ha ancora visto nessuna inumazione”.
Gli uffici sono aperti (è possibile contattare la struttura solo in via telefonica) ed è tassativamente vietato l’ingresso di persone che non siano collegate alle onoranze funebri o, in alternativa, parenti dei defunti.

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