Contagio in frenata, a Piacenza situazione ancora allarmante. Il sindaco: “Più tamponi”

07 Aprile 2020

Secondo giorno di una settimana considerata cruciale nella lotta al contagio da Coronavirus. Piacenza si avvicina ai giorni pasquali con il pesantissimo fardello che recita ben 643 morti a causa del Covid-19. Non si tratta di frasi fatte ma è evidente come la curva riferita ai decessi sia finalmente in fase di rallentamento: segnale inequivocabile che le misure restrittive della libertà personale, imposte dal Governo e dalla Regione, stanno producendo i frutti sperati. Altrettanto vero che una provincia che conta su 2.936 infetti, ufficiali, non può certo pensare di aver ormai mandato ko un nemico invisibile ma ormai entrato, nostro malgrado, nella quotidianità.

Come detto numero di morti che sembra in calo, sono in netta diminuzione anche i ricoveri nei reparti di terapia intensiva. Dati che non passano inosservati e che infondono fiducia.

Nel frattempo però, prosegue senza sosta il dibattito circa la piena efficacia delle politiche sin qui messe in atto per limitare il contagio. Ieri sera è stata piuttosto netta la presa di posizione del sindaco e presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri. Dalla sua pagina Facebook, il primo cittadino si è particolarmente concentrata sul tema dei tamponi, auspicando una estensione dei test su più larga scala.

“Carissime e carissimi, leggo anche dai vostri commenti, oltre che sui giornali nazionali, che c’è ancora tanta confusione sul tema dei tamponi – si legge nel

post della Barbieri -. Personalmente anche io ritengo che non sia sufficiente quanto previsto nelle direttive del Governo, ovvero che il tampone venga effettuato solo a chi mostri sintomi evidenti. E’ proprio intercettando gli asintomatici che potremmo ridurre i contagi che avvengono senza che i diretti interessati possano accorgersene.

C’è dibattito anche all’interno della stessa comunità scientifica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha spiegato che non è possibile effettuare uno screening di massa perché i laboratori – nel pieno della crisi sanitaria – non riuscirebbero a gestire un numero così elevato di test. Inoltre alcuni esperti hanno sottolineato l’importanza di effettuare solo test ad alta attendibilità, riportando il caso della Germania, dove sono stati scoperti moltissimi falsi positivi.

Non mi permetto di giudicare il lavoro e il pensiero di scienziati, i quali esaminano tutti gli aspetti di un problema avendo strumenti adeguati, ma da cittadina come voi sento forte la necessità di individuare quel sommerso di positivi che, involontariamente, diventano fonte di contagio. Del resto è sempre l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle parole del direttore, a dichiarare che “Il modo più efficace per prevenire le infezioni e salvare vite umane è rompere la catena della trasmissione” e che per farlo “è necessario testare ed isolare”.

Nell’esercizio del mio ruolo di Sindaco ho un dialogo costante con la Sanità a tutti i livelli e non manco di evidenziare la necessità di individuare tempestivamente una corretta metodologia e un sistema avanzato dal punto di vista tecnologico per fermare la diffusività del virus con accertamenti estesi agli asintomatici e tracciatura dei contatti. Come nel caso eclatante dei conviventi di un positivo che, nel mettere in atto l’isolamento previsto dalle direttive, rischiano di contrarre il virus e di diventare essi stessi fonte di trasmissione. Buona serata, a domani”.

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