"Cittadini terrorizzati in strada, il terremoto ha scatenato il panico": parlano i sindaci dei comuni colpiti
Redazione Online
|6 anni fa


“Abbiamo avvertito una scossa fortissima e si è creato il panico, tutta la popolazione è scesa in strada terrorizzata”. Sono le parole del sindaco di Cerignale Massimo Castelli, nel suo comune si è registrata la scossa di terremoto più potente stamattina 16 aprile. “I cittadini erano già provati dalla situazione generale con il Coronavirus e le misure restrittive da rispettare stando chiusi in casa, adesso lo sconforto e il senso di impotenza sono davvero alle stelle” – spiega il primo cittadino. Nel comune di Cerignale si sono registrati danni soprattutto alle abitazioni. Nei muri degli edifici si sono formate grosse crepe e non è stata risparmiata la chiesa parrocchiale del paese, che è stata chiusa per sicurezza. A Bobbio la situazione non è migliore come racconta il sindaco Roberto Pasquali: “Continuiamo ad avvertire scosse di assestamento ed è una sensazione difficile da raccontare. La gente è disorientata perché da una parte deve restare chiusa nelle quattro mura domestiche per la paura del diffondersi del Coronavirus e dall’altra è stata costretta a scendere in strada per il terremoto. I cittadini sono spaventati e demoralizzati”. Anche l’ex sindaco del comune della alta Val Trebbia Marco Rossi racconta: “Abbiamo vissuto momenti di grande paura e preoccupazione”. Il cagnetto dell’ex primo cittadino di Bobbio ha rischiato di rimanere ucciso sotto il peso della tettoria in cemento che sovrasta la porta di ingresso della sua abitazione e che è crollata a causa del terremoto. “Era seduto proprio lì, forse il suo istinto lo ha portato a spostarsi all’improvviso per non rimanere travolto”- racconta. Mauro Guarnieri, sindaco di Cortebrugnatella aggiunge: “Si sono aperte delle crepe in molte abitazioni del nostro comune, ma quella più profonda è nel cuore dei cittadini che, già provati dalla pandemia, ora sono spaventati anche per la possibilità che arrivino altre scosse.
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