L’epidemia scoppiò il 21 febbraio: dopo due mesi Piacenza piange 787 morti

21 Aprile 2020

La drammatica guerra che Piacenza e tutta l’Italia stanno combattendo contro il Coronavirus è scoppiata esattamente due mesi fa: il 21 febbraio a Mattia, 38enne di Codogno, viene riscontrata l’infezione da Covid-19. E’ in condizioni disperate e dall’ospedale lodigiano viene trasferito al San Matteo di Pavia. E’ il primo passo dell’epidemia.
La nostra provincia è talmente vicina e connessa alla “Zona rossa” che già dal 22 febbraio iniziano i ricoveri e quattro giorni dopo avviene il primo decesso al nostro ospedale.
Da allora sono passati solo due mesi, poche settimane che però hanno cambiato il mondo intero: Mattia è sopravvissuto ed è pure diventato padre, tutti gli italiani sono chiusi in casa da settimane per limitare il contagio e Piacenza piange un numero di vittime addirittura superiore rispetto alla guerra. I morti, ad oggi, sono 787 e i contagiati 3.393: numeri pesantissimi che, in rapporto alla popolazione, mettono la nostra provincia ai vertici delle tragiche classifiche nazionali.
A peggiorare il quadro, il fatto che negli ultimi giorni tanto la curva dei decessi, quanto quella dei nuovi infetti sono tornate a salire.

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