L'appello

Coldiretti Piacenza: “Serve un fondo speciale per il settore florovivaistico”

28 aprile 2020

L’emergenza da Covid-19 sta mettendo a dura prova il settore florovivaistico della nostra regione, con oltre 3mila imprese che, a causa del lockdown, stanno perdendo le entrate in un periodo nel quale normalmente realizzavano il 75% del ricavo annuale. Per questi motivi Coldiretti Emilia Romagna ha presentato alla Regione la richiesta di proclamare lo stato di calamità per il comparto e una serie di proroghe per gli adempimenti tra cui la scadenza del 30 aprile relativa alla denuncia annuale delle produzioni vivaistiche. È quanto emerso dall’incontro in videoconferenza fra i Caa (centri assistenza agricola) provinciali di Coldiretti Emilia Romagna con i funzionari regionali responsabili del settore fitosanitario e dell’attuazione delle normative fitosanitarie in ambito vivaistico.

“Il decreto Cura Italia, ad ora, non consente di fornire una concreta risposta al comparto, per tale motivazione riteniamo necessaria l’istituzione di un fondo speciale per il settore florovivaistico da cui attingere contributi a fondo perduto per la ripartenza delle aziende – afferma al riguardo Coldiretti Piacenza– sostenendo così le imprese che hanno perso la produzione per l’impossibilità di commercializzarla in conseguenza delle limitazioni nel commercio interno ed estero. Le imprese florovivaistiche – conclude Coldiretti Piacenza– in questa situazione non rischiano solo il danno economico, ma viene messa in discussione la loro sopravvivenza e continuità, tale da poter generare un danno irreparabile”.

L’incontro è stata anche un’occasione per affrontare gli argomenti presenti nei nuovi regolamenti europei focalizzando l’attenzione sul registro ufficiale degli operatori professionali, sul passaporto delle piante e sulla modulistica relativa alle procedure di registrazione e di richiesta di autorizzazione. Il personale Caa di Coldiretti Piacenza è a disposizione e a supporto degli associati per procedere con i nuovi adempimenti.

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