Il servizio Emergenza urgenza 118 pronto per la fase 2 della pandemia. A marzo 6.500 chiamate

30 Maggio 2020

Oltre 6.500 chiamate alla Centrale operativa 118 nel mese di marzo. Un numero che è quasi il triplo delle chiamate dell’anno precedente, per il quale il servizio di Emergenza territoriale di Piacenza ha dovuto rafforzare l’intera organizzazione. Numerosi sono stati i mezzi e gli equipaggi messi a disposizione in aggiunta al normale fabbisogno del 118 e della Centrale dei trasporti interni (Ctu).

“Dopo l’analisi delle performance del servizio svolto nei mesi più critici della pandemia e per affrontare la “fase 2”, la Direzione ha inteso rimodulare e potenziare il servizio Emergenza Urgenza, rispetto alla situazione pre Covid19 – afferma Luca Baldino, direttore generale dell’Azienda Usl – per garantire anche in questa fase sicurezza ed efficienza dei trasporti e fornire ai pazienti un servizio sempre migliore”.

La riorganizzazione, condivisa con le associazioni di volontariato, prevede che, a partire dal 1 giugno (e in via sperimentale fino al 30 settembre), i mezzi ambulanza aziendali dislocati nelle diverse sedi saranno sostituiti da auto mediche, a eccezione del secondo mezzo diurno in postazione a Bobbio. Questo permetterà di migliorare i tempi d’intervento soprattutto nelle aree della Val d’Arda, Val Tidone e Val Trebbia. Gli equipaggi interverranno sui codici rossi e, se presenti, anche sui codici gialli in modo che i percorsi d’identificazione dei possibili pazienti Covid19 siano maggiormente tutelati. Anche il volontariato presidierà maggiormente le diverse sedi attraverso l’ampliamento della presenza di mezzi ambulanza.

Come si vede nella tabella che segue, gli accordi con il volontariato già attivi nel periodo pre Covid19 vengono quindi modificati aumentando, rispetto ad allora, il numero di ore in convenzione:

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