Stop alla linea telefonica Ausl per l’emergenza. “In marzo 19mila chiamate. Picchi da 1.600 al giorno”

23 Luglio 2020

Cinque mesi di risposte telefoniche ai cittadini con operatori sanitari dedicati a rispondere ai quesiti sul coronavirus attraversi 5 postazioni diurne e una notturna. E’ la linea telefonica attivata dall’Ausl di Piacenza alla fine di febbraio e che sospenderà la propria attività a partire dal 23 luglio.

I cittadini potranno continuare a rivolgersi all’Azienda contattando l’Ufficio relazioni con il pubblico 0523.303123, attivo da lunedì a venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30.
Rimangono a disposizione per informazioni anche il Numero verde regionale 800.033.033 e il numero di pubblica utilità del Ministero della Salute 1500.

“Inizialmente sembrava una cosa semplice – spiega Adonella Visconti, responsabile assistenziale del Dipartimemto di Cure primarie dell’Ausl di Piacenza – perché dovevamo dare risposte ai dubbi di chi era transitato nella zona rossa del basso lodigiano, ma in pochissimo tempo è diventata più difficile perché cambiavano le richieste dei cittadini e il servizio doveva affrontare svariate tematiche, dagli aspetti sociali a quelli clinici”.

“Nel mese di marzo, che è stato il più impegnativo, sono arrivate più di 19mila telefonate – prosegue la responsabile -. Ci sono state giornate molto intense, con 1.600 chiamate, con inevitabili tempi di attesa molto lunghi, anche di 15 minuti. Dovevamo dare indicazioni precise sui comportamenti, indicare chi contattare, dare rassicurazioni e sostenere le persone che ci chiamavano. E’ stato molto difficile anche per noi, perché abbiamo sentito la voce più disperata di Piacenza”.

In aprile c’è stato un calo di chiamate, parallelamente ai casi clinici, ma sono rimasti alcuni picchi in concomitanza delle varie ordinanze regionali e di governo “Ci chiedevano cosa prevedevano le ordinanze, se si potevano fare certe cose o no, come fare a rientrare dall’estero e come comportarsi”.

A metà aprile è stato sospeso il turno notturno, pur mantenendo il servizio attivo fino alle 23, e da luglio è stato attivato l’orario dalle 8 alle 20, con circa 100 telefonate al giorno.

“Terminati i progetti promossi dalla Regione, con l’attestazione del test sierologico e virologico – conclude la Visconti -, terminata la ricerca Istat alla quale abbiamo aderito, e terminati i test sui lavoratori particolarmente esposti che avevano chiesto di essere monitorati, le telefonate si sono ulteriormente ridotte e sono ormai bassissime e abbiamo deciso di sospendere l’attività”.

Ora il servizio viene fornito da una voce registrata che fornisce i numeri da chiamare per avere informazioni dettagliate. Il personale rimane comunque pronto per eventuali future necessità.

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