Tamponi rapidi per le scuole: “Piacenza al centro del progetto”

12 Settembre 2020

Dopo Lazio e Veneto, che hanno già deciso di avvalersi dei tamponi rapidi per lo screening nelle scuole, anche l’Emilia Romagna guarda con sempre maggiore interesse a questa risorsa, tanto da “averne ordinato un cospicuo quantitativo”. Lo fa sapere Vittorio Sambri, referente della rete laboratori diagnostici Covid della regione.

“La prospettiva – ha illustrato Sambri– è quella di acquisirne una quantità decisamente consistente, da utilizzare in un primo momento per un’attività di screening che sia il più ampia possibile e in tempi brevi. E’ chiaro che le operazioni di acquisizione non saranno immediate, visto che anche altre regioni hanno già iniziato o stanno iniziando a prendere in considerazione questa soluzione. A questo proposito, bisognerà elaborare un sistema che comprenda più aziende, dato che un solo produttore non può certo soddisfare la richiesta che in questo momento sta arrivando dall’Italia. Secondo una prima stima immagino che tutto questo possa partire a fine ottobre”.

Piacenza come si inserisce all’interno di questo screening? “A livello regionale – ha proseguito Sambri – Piacenza è uno dei tre centri entro cui si svilupperà questa operazione. Sta infatti per partire uno studio multicentrico che porterà il laboratorio di Pacenza a valutare una larga parte dei test antigenici che verranno effettuati. Dovrebbero cominciare entro qualche settimana, si aspetta ancora l’ok da parte del comitato etico: dopodiché si potrà partire”.

COME FUNZIONANO – A differenza dei tamponi nasofaringei, che rilevano l’RNA del virus e che necessitano per forza di cose di 6-48 ore per essere processati, i tamponi rapidi forniscono una risposta nel giro di una quindicina di minuti o poco più. Sono detti “antigenici” perché vanno a cercare le proteine del virus, cioè gli antigeni, sempre nelle secrezioni respiratorie. Questi test sono in grado di fornire una risposta qualitativa: sono cioè in grado di dire se gli antigeni virali sono presenti nelle secrezioni respiratorie (ovviamente quando siano in quantità sufficiente per essere rilevati). Sono estremamente comodi da eseguire: non richiedono infatti particolari strumenti di laboratorio. Come nel caso dei classici tamponi, il prelievo avviene con dei bastoncini rivestiti di fibre apposite infilati in profondità nelle alte vie respiratorie (parte profonda del faringe, cui si può accedere attraverso le narici o la gola).

Al momento non sono considerati attendibili al 100%, ma secondo gli esperti sono comunque molto utili per compiere screening di massa veloci, o per individuare infetti con un’alta carica virale. L’attendibilità dei tamponi rapidi è si attesta intorno all’85%: se il test rapido si rivelerà positivo si procederà con il “tampone tradizionale”, per avere la certezza del risultato. Secondo molti, sarebbe l’ideale per le scuole.

La prospettiva sarebbe poi quella di poter estendere i tamponi rapidi alle scuole, sulla falsariga di Veneto e Lazio.

“Assolutamente si – prosegue Sambri -. L’idea è che questo tipo di test possa dare una mano nel fornire risposte consistenti dal punto di vista clinico in tempi brevi. Il tutto tenendo presente che ad oggi, in Italia, siamo ancora regolati da decisioni ministeriali che escludono l’utilizzo di ogni altro test che non sia quello molecolare classico Rt-Pcr per la diagnosi di Covid. E’ anche vero che questa diagnosi “classica” si effettua in caso di un sospetto clinico di infezione da Sars Coronavirus-2: se il sospetto clinico non c’è, ma ho bisogno di “screenare” gli alunni di una scuola, o il paziente che si presente in pronto soccorso senza sintomi, non devo fare una diagnosi ma effettuare uno screening. Ecco che dunque il tampone rapido può tornare molto utile. In definitiva, se dobbiamo identificare un soggetto che ha una carica virale medio-alta e che quindi, da una parte, ha il rischio di infettare, e dall’altra sviluppare malattia Covid in tempi brevi, allora questi sono test che hanno una buona affidabilità”

Vittorio Sambri, referente rete laboratori diagnostici Covid Emilia Romagna

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