Val Nure e Val Trebbia

Cinque anni fa l’alluvione. Pasquali: “Ricostruire ponte Barberino nel 2021”

14 settembre 2020

L’impeto dei fiumi in piena, nella notte tra il 14 e il 15 settembre 2015, aveva provocato morte e devastazione in Val Nure e Val Trebbia.

LE VITTIME – A distanza di cinque anni resta una ferita inguaribile per i familiari delle tre vittime: Filippo e Luigi Agnelli, e Luigi Albertelli. Padre e figlio alle 5 del mattino erano diretti in Lombardia per una visita specialistica mentre la guardia giurata era sul lavoro quando la Provinciale è sprofondata all’altezza di Recesio nel comune di Bettola e il fiume ha inghiottito auto e vite. Il corpo di Luigi Agnelli non è mai stato ritrovato. Anche Massimo Chiavazzo, volontario del Soccorso alpino, finì nel fiume in piena ma riuscì a salvarsi aggrappandosi a un albero e nuotando.

LA COMMEMORAZIONE – Ieri, domenica 13 settembre, come ogni anno, è stata celebrata una messa di commemorazione alla Madonna della Quercia di Bettola.

L’INCHIESTA GIUDIZIARIA – Sul fronte giudiziario la procura aprì un’inchiesta con le ipotesi di reato di disastro e omicidio colposo. Secondo le perizie degli esperti si trattò di un “evento eccezionale, catastrofico e storicamente non prevedibile”. La procura nel 2018 chiese l’archiviazione non avendo rilevato responsabilità penali per quanto accaduto. Il gip Stefania Di Rienzo aveva respinto una la prima richiesta di archiviazione del sostituto procuratore Roberto Fontana accogliendo l’opposizione dei legali dei famigliari delle vittime e commissionando ulteriori approfondimenti. Le nuove indagini, prese in carico dal pm Matteo Centini e affidate ai carabinieri, miravano in particolare a verificare se quella notte la “catena” degli allarmi avesse funzionato e se si fosse potuta chiudere tempestivamente la strada Valnure. La conclusione a cui è arrivata la procura, che ha ascoltato diverse persone tra cui alcuni sindaci, è che non ci sarebbe stato il tempo materiale per interdire il traffico. Nessuna responsabilità penale, dunque. I familiari delle vittime anche in questo secondo caso si sono opposti chiedendo nuovi accertamenti. Una nuova udienza, in camera di consiglio, è fissata il 7 ottobre.

LA RICOSTRUZIONE POST ALLUVIONE – Nell’anno successivo all’alluvione nei paesi colpiti furono ultimati gran parte dei lavori di ricostruzione mentre in altri comuni si attendono ancora opere importanti.

BOBBIO  – “Spero che il 2021 sia l’anno della ricostruzione del ponte di Barberino”: il sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali da anni attende con trepidazione di rivedere in sesto il viadotto crollato la notte tra il 14 e il 15 settembre 2015. “Il Comune sta terminando il progetto – precisa il primo cittadino – a fine ottobre sarà pronto e poi chiederemo il finanziamento. Servirà circa un milione e 900mila euro. E’ un’opera indispensabile, lo continuo a ribadire, in caso di incidente in galleria l’alta Val Trebbia resterebbe bloccata”.

FERRIERE – A Ferriere, uno tra i comuni più colpiti anche per l’estensione del territorio, erano stati stimati sette milioni e 500mila euro di danni. Nel giro di un anno e mezzo i principali cantieri erano stati completati. Non è mai stato ricostruito il ponte di Folli travolto dal fiume in piena e per la viabilità alternativa è stato creato un guado. Restano da ultimare opere che riguardano alcuni canali del territorio.

BETTOLA – A Bettola era molto attesa la messa in sicurezza del muraglione di 200 metri sul lungo Nure che difende, in particolare, l’abitato di San Giovanni. L’intervento del valore di 350mila euro è stato finanziato dalla Regione Emilia Romagna e dopo il bando di gara, i lavori sono stati appaltati dal Comune la settimana scorsa. A breve inizierà l’attività di consolidamento che dovrebbe concludersi nel giro di tre mesi. “Dopo l’alluvione i lavori sono stati concentrati sulla sponda destra nella zona del campo sportivo. A distanza di cinque anni dal tragico evento sono soddisfatto per l’imminente avvio di un’altra opera di messa in sicurezza molto attesa” ha dichiarato il sindaco Paolo Negri.

FARINI – Anche a Farini gli interventi più importanti, come il muro a difesa del paese (impreziosito dall’opera di William Xerra), sono stati completati. Il sindaco Cristian Poggioli fa sapere che restano da realizzare alcune opere nelle frazioni per il dissesto idrogeologico sulle quali si sta cercando di intervenire..

MARSAGLIA – A Marsaglia le opere principali sono state completate. “Ci sarebbe ancora una parte di difesa spondale a monte del paese da rialzare, abbiamo inoltrato la richiesta alla Difesa del suolo della Regione ma per il resto è stato fatto tutto” ha dichiarato il sindaco Mauro Guarnieri.

Rivergaro e Travo sono stati ultimati tutti i cantieri relativi all’alluvione. La piena del Nure alle 7 del mattino travolse anche la frazione Roncaglia, nel comune di Piacenza.

 

 

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