Sciopero sanità privata

“Durante l’emergenza ci chiamavano eroi, ora siamo dimenticati”

16 settembre 2020

“Nell’emergenza Covid si parlava di eroi da premiare, ma ora questi professionisti della salute sono dimenticati”. Ecco perché oggi (16 settembre) anche i sindacati piacentini Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Flp hanno aderito allo sciopero nazionale per rivendicare il rinnovo del contratto della sanità privata, fermo da ben 14 anni.
A Piacenza, sanità privata significa strutture storiche, punti di riferimento per i cittadini: casa di cura San Giacomo, clinica Piacenza e casa di cura Sant’Antonino. Complessivamente il settore conta oltre 550 dipendenti nella nostra provincia: in media, gli stipendi lordi mensili ammontano a 1.158 euro per le addette alla pulizia, 1.250 euro per le oss e 1.552 euro per gli infermieri.

“Dopo tre anni di trattative – interviene Claudia Civetta di Cisl Fp – il tavolo è stato interrotto e la sottoscrizione definitiva del contratto è saltata. Si tratta di un atteggiamento inedito. Il risultato? I dipendenti della sanità privata migrano verso i concorsi per le strutture pubbliche”.

“Senza il contratto – sostengono i sindacati – il rischio è che il lavoro di questi operatori diventi di serie B”. Stamattina anche una delegazione piacentina, quindi, è presente al presidio organizzato davanti alla sede regionale di Confindustria a Bologna. “Questa location non è casuale – conclude Civetta – perché ci aspettavamo una condanna del comportamento delle parti datoriali”.

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categorie: Cronaca Piacenza

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