Zona arancione dal 15 novembre, bar e ristoranti chiusi. Lertora: “Settore rischia di crollare”

13 Novembre 2020

“Senza aiuti il nostro settore, questa volta, rischia seriamente di crollare” – è il commento di Cristian Lertora, presidente Fipe di Piacenza alla luce del provvedimento, firmato dal ministro per la Salute Roberto Speranza, che sposta la regione Emilia Romagna da zona gialla a zona arancione con misure più restrittive per contenere i contagi da Coronavirus. Un’altra mazzata si è così abbattuta su bar e ristoranti che, da domenica 15 novembre, dovranno abbassare le saracinesche per almeno 15 giorni.

Gli esercizi dovranno restare chiusi tutto il giorno al pubblico, e sarà possibile solo l’asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio: “Già prima i ristoranti, con l’apertura solo a pranzo, non riuscivano a coprire tutte le spese. Per i bar la situazione è ancora più pesante – spiega Lertora. Se prima gli aiuti economici erano importanti, ora sono davvero indispensabili – aggiunge il presidente – altrimenti rischiamo di affondare”.

Ecco le nuove restrizioni: 

NEGOZI – Rimarranno aperti i negozi, i parrucchieri e gli estetisti. “In realtà si tratta di misure in parte già previste dall’ordinanza regionale in vigore da domani” ha spiegato Donini. Una ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini, che resterà valida fino al 3 dicembre, che prevede di indossare la mascherina sempre, quando si esce di casa; la chiusura totale dei negozi la domenica e delle medie e grandi superfici di vendita anche il sabato; l’attività sportiva nelle aree verdi, ma non nei centri storici e nelle aree affollate; oltre ad altre misure.

MOBILITA’ – Vietati gli spostamenti in comuni diversi da quello di residenza e in altre regioni salvo esigenze di lavoro, di salute o studio con autocertificazione. È raccomandato evitare gli spostamenti anche nel proprio comune.

BAR E RISTORANTI – Bar e ristoranti saranno chiusi tutto il giorno al pubblico, possibile solo l’asporto fino alle 22. Consegna a domicilio senza restrizioni.

E nella serata di venerdì 13 novembre è giunta la nota della Regione attraverso la quale sono stati puntualizzate, in maniera ancor più dettagliata, le novità che attendono gli emiliano-romagnoli già da sabato 14 novembre con l’entrata in vigore del decreto regionale approvato giovedì.

Spostamenti consentiti solo all’interno del proprio comune di residenza, mentre sono vietati quelli verso altri comuni e quelli in entrata e uscita dalla regione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di salute, studio o necessità. Con la raccomandazione di evitare gli spostamenti non necessari anche all’interno del proprio comune. Chiusi i ristoranti e le altre attività di ristorazione (bar, pub, gelaterie, pasticcerie): per loro resta consentita la sola vendita da asporto, dalle 5 alle 22, mentre le consegne a domicilio non hanno limiti d’orario.

Sono le nuove misure, in aggiunta a quelle già in vigore, che scatteranno in Emilia-Romagna da domenica 15 novembre e per almeno due settimane dopo l’ordinanza firmata in serata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede l’inserimento della regione in zona arancione, sulla base della valutazione dei parametri relativi al livello di rischio e allo scenario epidemico effettuata dal Comitato tecnico scientifico e dalla Cabina di regia nazionale.

L’Emilia-Romagna passa dunque da zona gialla, a rischio moderato, a zona arancione, a rischio elevato, nella quale si applicano misure più restrittive a tutela della salute pubblica e per frenare il contagio da Coronavirus. Si tratta di quella intermedia rispetto alla terza, la rossa (rischio massimo). Suddivisione decisa dal Governo con il Dpcm del 3 novembre scorso, che individua appunto tre aree di rischio, con l’attuazione di provvedimenti diversi a seconda delle singole fasce.

Da sabato 14 in vigore anche la nuova ordinanza regionale: prevarranno le misure più restrittive
Resta valida l’ordinanza regionale adottata ieri dal presidente Stefano Bonaccini, d’intesa col ministro Speranza, che entra in vigore domani, sabato 14 novembre. Contiene misure che puntano ad evitare soprattutto assembramenti e situazioni a rischio contagio. Rispetto a quelle previste dall’ingresso in zona arancione, prevarranno le misure maggiormente restrittive.

Sulla base dell’ordinanza regionale, quindi, da domani bisognerà rispettare anche regole non previste in zona arancione, a partire dal fatto che nei giorni prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, sempre fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari.

Lo stesso avverrà con le seguenti misure: uso obbligatorio della mascherina sempre, non appena fuori di casa; attività sportiva e motoria preferibilmente in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, mentre non sarà possibile nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate; l’ingresso di un solo componente per nucleo familiare negli esercizi di vendita di generi alimentari; lo stop ai mercati comunali in assenza di regole precise di sicurezza fissate dai Comuni; la sospensione delle lezioni di ginnastica, canto e strumenti a fiato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

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