Il super manager del sociale Favari: “Seconda ondata sottovalutata”

19 Novembre 2020

“La situazione è difficilissima e l’aspetto più drammatico è che la gente muore sola”: il piacentino Paolo Favari descrive così l’emergenza Covid in Abruzzo, regione che da poche ore è entrata in lockdown a causa del trend dei contagi e dei decessi oltre che della pressione sulle strutture ospedaliere. Il piacentino è direttore generale di una Casa di cura di Celano in provincia dell’Aquila e del Gemelli Medical Center-Hospice Villa Speranza di Roma, due strutture che fanno capo all’Università Cattolica e all’Istituto Toniolo. Da pochi giorni Paolo Favari è stato nominato responsabile dell’Ansdipp (Associazione dei Manager del sociale e sociosanitario) per la regione Lazio. Il suo racconto dell’emergenza riporta la mente dei piacentini al mese di marzo quando le barelle si moltiplicavano nei corridoi del Pronto soccorso.

Come state affrontando l’emergenza nelle strutture che dirige?
“A Roma dirigo una struttura Covid free e la situazione è tranquilla – spiega Favari -; i pazienti vengono ricoverati a seguito di tamponi negativi. Per sicurezza abbiamo chiuso le visite dei parenti. In Abruzzo invece la situazione è complessa, i contagi e i decessi soprattutto nella Marsica dove abbiamo la sede della Casa di cura, sono in aumento. In questo momento siamo a disposizione della sanità abruzzese  con i nostri 85 posti letto, stiamo ancora cercando di capire se diventeremo ospedale Covid o Covid free”.

Umanamente come sta vivendo questa situazione di emergenza?”
“E’ una situazione pesante. Le emozioni sono fortissime, qui si sta rivivendo la situazione di Piacenza di alcuni mesi fa: ogni giorno qualcuno che si conosce si ammala e l’angoscia più grande che chi se ne va non viene salutato da nessuno. E’ una realtà difficile da accettare”.

E’ stata sottovalutata questa seconda ondata?
“Ovunque è stata sottovalutata ma qui in Abruzzo ancora di più perché nella prima ondata non ci sono stati molti contagi, ad esempio a Celano il primo positivo al Covid è stato a ottobre. In questa guerra siamo impreparati ed è una regione che non ha le potenzialità dell’Emilia Romagna”.

Una terra in cui il terremoto aveva già messo a dura prova la popolazione
“I problemi si sommano ai problemi ma i marsicani non si danno per vinti. Il terremoto ha portato morte e distruzione ma qui hanno ricostruito tutto, gli abitanti sono grandi lavoratori e il territorio è bellissimo. La gente è pronta a lottare di nuovo ma bisogna costruire strutture e procedure per poter far fronte all’emergenza”.

In questa emergenza qual è il consiglio da seguire?
“Bisogna fidarsi del medico di medicina generale. Anche per noi direttori di strutture come le Rsa è una figura di riferimento, se abbiamo un problema dobbiamo chiedere al medico e fidarci. Invece spesso le persone dopo il consulto si recano al Pronto soccorso finendo per intasarlo”.

Di cosa si occupa esattamente l’associazione di cui è referente per il Lazio?
Ansdipp è un’associazione di tecnici che si scambia buone pratiche e soluzioni da portare ai tavoli istituzionali. Io sono referente per il Lazio, purtroppo la Regione non ci ha chiamati ad alcun tavolo per l’emergenza quando invece sarebbe stato importate. L’associazione si occupa soprattutto dell’area sociosanitaria di quelle strutture come le residenze per anziani che fino a pochi mesi fa non si conoscevano e purtroppo con l’emergenza Covid sono balzate alle cronache per le morti. Noi vogliamo dire che queste strutture sono di supporto ai territori e i nostri direttori lavorano costantemente perché le persone che entrano stiano bene nelle strutture. L’ultimo dato riguarda i controlli dei Nas in 230 strutture italiane, a 9 sono state contestate irregolarità penali, noi vigiliamo perché tutti i protocolli vengano rispettati”.

Ansdipp è presente anche in Emilia Romagna
“Sì e il responsabile è a disposizione per tutte le Case di cura con l’obiettivo di fare rete. A Piacenza ci sono diverse strutture private che rispondono ai bisogni del territorio, mi piacerebbe che le nostre istituzioni le considerassero strutture di riferimento”.

ANSDIPP – Ansdipp (Associazione dei Manager del sociale e sociosanitario) è nata nel 1994 con lo scopo di far crescere la cultura manageriale nell’ambito dei servizi alla persona e diffondere la filosofia della “managerialità etica” nella ricerca della qualità dei servizi di cura alle persone fragili, anziani e disabili in particolare. Oltre 400 i soci attivi sul territorio che svolgono attività culturali, formative e professionali in sinergia con enti, università e istituzioni pubbliche e private.

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