Violenza sulle donne

“La pandemia aggrava la situazione: i casi stanno aumentando”

23 novembre 2020

Il 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne, designata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Quest’anno il “Tavolo provinciale di confronto”, operativo dal novembre 2011, ha organizzato un evento di sensibilizzazione, in via telematica, legato alla pandemia: durante i periodi di emergenza è stato rilevato come la violenza contro le donne tenda ad aumentare. Nonostante i dati a cui attingere siano ancora scarsi, è già stato rilevato un forte aumento dei casi di violenza di genere dall’inizio dell’epidemia. Oggi, 23 novembre 2020, le massime autorità piacentine hanno dato il loro contributo, in un confronto a distanza– moderato da Elisa Malacalza, giornalista di Libertà.

Il sindaco e presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri spiega: “Il forte impegno delle istituzioni è necessario per evitare l’ulteriore peggioramento di una situazione che la pandemia che il Covid-19 ha già aggravato. I numeri sono preoccupanti a livello mondiale e anche in Italia, dove tra aprile e maggio le chiamate ai centri antiviolenza sono aumentate del 79%: nel 33% dei casi si trattava di donne che chiedevano aiuto per la prima volta. La violenza avviene anche in ambiti insospettabili, e per questo motivo ciascuno deve fare la sua parte”. Barbieri ha anche ricordato Elisa Pomarelli, chiedendo che il pensiero per lei sia esteso a tutte le vittime di analoghi tragici fatti. Il prefetto di Piacenza, Daniela Lupo: “La violenza sull’altra metà del cielo è un fatto così grave che, oltre che sulla vita della donna offesa, lascia ripercussioni sulla vita dell’intera famiglia e sui figli, con una portata sociale che deve far riflettere tutti”. Ricordando tre diverse esperienze degli ultimi decenni, alcune delle quali relativi a donne conosciute di persona, il prefetto ha ricordato che a fare la differenza per le vittime è stato l’aver avuto o non aver avuto al proprio fianco, in seguito agli abusi, istituzioni e famiglia: “Per questo – ha concluso – è importante una rete sociale che ascolti i silenzi assordanti di chi ha bisogno di aiuto: in questo contesto così complesso sarà importante anche il Fondo vittime dei reati intenzionali violenti presso il Ministero dell’Interno e la relativa possibilità di indennizzo per chi è colpito”. Il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Piacenza, Grazia Pradella aggiunge: “Anche se mi sono occupata maggiormente di criminalità organizzata o terrorismo, i casi di violenza di genere di cui mi sono occupata mi hanno lasciato un segno indelebile. Fui titolare nel caso del primo stupro di gruppo a Milano, in un’estate in cui ne avvennero 5: la parte offesa, giovanissima all’epoca dei fatti, fu violentata da 5 persone ma passò il tempo a cercare di memorizzare il viso di chi la stava violentando davanti al suo fidanzato. Grazie al suo coraggio e alla precisa testimonianza di questa donna gli stupratori furono condannati a quasi 20 anni ciascuno: è stata una delle requisitorie più difficili della mia vita. Questa esperienza mi ha fatto capire che occorre una specializzazione dei magistrati sui soggetti deboli, che la pandemia mette ulteriormente in pericolo. A Piacenza ho visto grande attenzione da parte dei servizi sociali e una spiccata sensibilità del corpo docente, che spesso segnalano possibili violenze su minori o situazioni di prevaricazione a cui i minori assistono. Il contributo di soggetti terzi, in questi casi, può rivelarsi decisivo per gli operatori di polizia giudiziaria. Sarà importante avviare corsi per uniformare le modalità di trattamento sul cosiddetto “codice rosso”: occorre preparare psicologicamente anche le parti offese, che nell’iter successivo saranno costrette a ripetere più volte il proprio drammatico racconto, per restituire loro la dignità che troppo spesso viene lesa come dimostrano troppi fatti di cronaca”.

Fondamentale, nella lotto contro la violenza, che l’impegno degli uomini. Il questore Filippo Guglielmino: “Complessivamente in numero di omicidi è diminuito, ma non sono diminuiti i femminicidi: il problema quindi sussiste, è grave ed è trasversale a tutta la società. Dopodomani – Giornata internazionale contro la violenza alle donne – distribuiremo l’opuscolo “Questo non è amore”, edito dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza, tramite i presidi ospedalieri di Piacenza, Fiorenzuola e Castelsangiovanni, grazie alla collaborazione con la Ausl di Piacenza che ha favorito anche la riapertura del posto di polizia al Pronto Soccorso. Come Polizia di Stato abbiamo personale specializzato sui casi di violenza di genere, in grado di valutare se gli apparenti effetti di un incidente domestico o di una caduta possano invece nascondere una violenza famigliare”. Il consigliere provinciale delegato per le Pari Opportunità, Valentina Stragliati, ha ricordato che “Nonostante tutti i problemi creati dall’emergenza sanitaria e dalla pandemia, la rete antiviolenza piacentina non si è mai fermata e ha sempre lavorato, nonostante le difficili contingenze. Il lockdown, la convivenza forzata e l’acuirsi delle problematiche economiche hanno aggravato conflitti famigliari già esistenti e i maltrattamenti sono aumentati. Il messaggio che lanciamo, dall’incontro di oggi e dal Tavolo provinciale di confronto contro la violenza alle donne, è che occorre implementare la cultura del rispetto, che è irrinunciabile, e che le donne non sono sole”.

Preceduta da un rapido riassunto dei titoli di Libertà relativi ai più gravi episodi piacentini di violenza di genere, citati dalla moderatrice Elisa Malacalza, la dirigente della divisione Anticrimine della Questura di Piacenza, Maria Pia Romita: “Con la campagna “Questo non è amore”, in questi anni, siamo riusciti a essere in mezzo alla gente e a sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza di genere. Quest’anno, a causa della pandemia, distribuiremo l’opuscolo legato alla campagna attraverso i tre nosocomi di città e provincia, perché parlare con i cittadini aiuta sempre ad avere il polso della situazione. Il posto di polizia presso il Pronto Soccorso è una della novità più importanti del 2020. Importante è anche il progetto che vede insieme Questura di Piacenza e associazione Tutela: permetterà alle vittime di questi reati, spesso vulnerabili, di non sentirsi sole nel percorso che precede e accompagna la denuncia dei reati stessi”. Il tenente colonnello Alfredo Beveroni, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Piacenza, ha definito nei dettagli la legge n. 69 del 25 luglio 2019, il cosiddetto “codice rosso” e l’attività in questo ambito a livello nazionale da parte dell’Arma, che ha creato appositamente una sezione atti persecutori: “Anche a Piacenza – ha aggiunto – esiste, un’apposita Aula per le Audizioni per le donne vittime di violenza, che rientra nel progetto del Soroptimist d’Italia denominato “Una stanza tutta per sé” e che il Comune di Piacenza ha incluso fra le iniziative per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: un luogo nel quale le vittime di violenza sono messe nelle migliori condizioni possibili per raccontare quanto accaduto.
Fondamentale resta l’azione preventiva nelle scuole, perché questo reato è in costante aumento da anni, nel segno della cultura della legalità”. Sempre dai carabinieri qualche dato che riguarda le violenze nella nostra provincia.

DATI DENUNCE (CARABINIERI) DI VIOLENZE DI GENERE:

· da 148 nel 2018 a 168 del 2019 (+13,5%);

· da 136 nel periodo gennaio/ottobre 2019 a 153 nell’analogo periodo di quest’anno (+10,81%) laddove la media nazionale mostra un calo del -21,5%.

A sottolineare la gravità del fenomeno è Donatella Scardi, presidente del Centro antiviolenza associazione “La città delle donne” di Piacenza, ha sintetizzato l’attività del centro: “Siamo stati tra i primi centri in Italia – ha ricordato – ad entrare nelle scuole dal 2000, perché contro la violenza di genere la prevenzione è decisiva. La pandemia da Covid-19 – ha aggiunto – ha complicato tutto: i posti sono pochi, e in questo periodo una donna che arriva in emergenza da noi deve fare la quarantena. Un ulteriore problema pratico, perchè durante il lockdown molte donne sono arrivate in situazione proprio di emergenza, spesso nei fine settimane o di sera. Ringrazio per il loro aiuto il sindaco Barbieri e l’assessore Sgorbati, sempre disponibili: significativo l’ultimo caso, quello di una donna vittima di violenza e positiva al Covid che rischiava di restare in strada con i figli. La concretezza, in uno stato di emergenza quasi continuo, è decisiva”.

A tirare le conclusioni, prima di lanciare il video conclusivo della giornata, Valentina Stragliati. “Come presidente del Tavolo ricordo l’ingresso dei coordinamenti donne di Cgil, Cisl e Uil e dei Centri per l’Impiego, fondamentali nella fase di inserimento e reinserimento delle donne nel mondo del lavoro”. Stragliati ha poi pronunciato, uno per uno, i nomi delle dieci vittime di femminicidio a Piacenza dal 2009 ad oggi: Zahira, Shpresa, Stella, Esmeralda, Balwinder, Cinzia, Daniela, Elca, Damia ed Elisa.

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categorie: Cronaca Piacenza

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