“In ricordo degli amici di bocce e carte”. L’omaggio a chi non può tornare al parco

27 Novembre 2020

Ci sono solo foglie morte a ricoprire lo storico campo da bocce – teatro di mille battaglie – del parco della Galleana. I tavoli sono vuoti, sulle panchine non siede più nessuno. Ma ad una grata del casotto che da sempre “sorveglia” questo angolo di parco è stata appesa un’asse di legno, che qualcuno ha trasformato in stele commemorativa. “In ricordo degli amici e compagni bocce e carte” recita la scritta nera che spicca su uno sfondo tricolore. Sopra, un disegno raffigurante Gesù.

La Galleana e il suo “popolo” composto in larga parte da anziani e pensionati non dimentica chi, per il Covid, è stato strappato agli amici di una vita dal nemico silenzioso, così perfido, così sleale.
“In tanti non ci sono più” spiega con gli occhi lucidi un veterano del parco, uno di quelli che tra questi alberi ha trascorso interi pomeriggi, prima che la pandemia sconvolgesse anche quest’oasi di pace. “Altri – prosegue – non vengono per paura del virus. Stanno chiusi in casa, i rischi per noi anziani sono parecchi. Ma io non rinuncio alla mia passeggiata pomeridiana – conclude lanciando un’occhiata malinconica a quelle panchine dove era solito sedere assieme alla sua “cricca”. – In casa proprio non ci so stare”.

“Vengo qua per ricordare – gli fa eco un altro avventore del parco -. E per scambiare quattro chiacchiere con i pochi amici che, nonostante il freddo, non vogliono abbandonare il proprio gruppo. Speriamo che tutto questo passi alla svelta. Mi mancano le partite a carte, mi mancano tutti gli altri”.

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