Piccoli comuni sigillati a Natale, i sindaci: “Nessuna ribellione”

09 Dicembre 2020

Sindaci di montagna e dei paesi più piccoli perplessi e preoccupati per il divieto di spostamento tra comuni durante le feste. “Come amministratore e da cittadino devo rispettare la legge. Ma da sindaco di montagna confesso che è difficile: vedo che le norme vengono sempre fatte a misura delle grandi città”, dice il sindaco di Morfasso, Paolo Calestani. Anche il sindaco di Ottone Federico Beccia esprime perplessità su quel limite agli spostamenti imposto nei giorni delle feste. “L’accortezza va bene – considera – ma mi sembra una norma di poco senso. Epoi per Natale forse bisognerebbe dare un segno di speranza, altrimenti si continua a non vedere la fine dell’incubo”. Anche Gianluca Argellati, primo cittadino di Vigolzone, parla di “una norma iniqua, tarata sulle grandi città”. Un classico esempio di questo intreccio viene proprio dal suo Comune:una frazione, Carmiano, è raggiungibile da Vigolzone solo passando per il territorio di Pontedellolio. Se lo si facesse a Natale o a S.Stefano si violerebbe dunque quel divieto di attraversamento del confine comunale. Problemi anche in pianura. “Comprendo le contraddizioni della norma – dice Claudia Ferrari, sindaca di Sarmato – e le perplessità che sollevano. Siamo tutti stanchi, coi nervi scoperti. Ed è difficile ragionare a mente fredda. Capisco il disappunto dei cittadini, ma un amministratore pubblico ha l’obbligo di mantenere la lucidità: la “ratio” del divieto è ridurre i rischi per i più fragili. Per quanto difficile sia, è questa la priorità. Abbiamo visto troppi funerali in questi mesi, rinunciare al cenone di Capodanno in fin dei conti è meno importante del difenderci e difendere i nostri cari in ogni modo dal Covid”.

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