“Bar trasformato in servizio mensa, così sopravvivo alla zona arancione”

03 Marzo 2021

Da bar a servizio mensa. Così il piacentino Marco Cavelli ha reinventato il suo locale nel quartiere Duemila per sopravvivere alla crisi economica da Covid, in particolare durante la zona arancione che prevede il divieto di somministrazione al tavolo per i pubblici esercizi. “In concreto, quindi, ogni giorno accolgo una decina di dipendenti di un supermercato nelle vicinanze. Concluso il pranzo – chiarisce il titolare – i lavoratori timbrano i loro cartellini alla cassa, dopodiché io ricevo il pagamento dei pasti alla fine del mese. Il servizio mensa mi aiuta a resistere in questo periodo di difficoltà, in cui i pubblici esercizi affrontano un drastico calo del fatturato a causa delle limitazioni anti-Covid”.

“Ovviamente, in zona arancione – puntualizza Cavelli – tutti gli altri clienti non possono entrare a mangiare o bere qualcosa, per non parlare poi dello stop alle somministrazioni serali che determinano buona parte degli incassi. Insomma, l’attività di mensa è una piccola soluzione per andare avanti e limitare le perdite economiche. Questo servizio deve essere formalizzato attraverso una convenzione con l’azienda interessata. In poche parole, i pubblici esercizi possono aprire le porte ai lavoratori delle ditte che stipulano un contratto ad hoc, erogando loro i pasti al posto del servizio di ristorazione assente nella realtà privata”. Anche altri locali si sono attivati per fornire il servizio mensa, con il supporto delle associazioni di categoria.

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