Covid, al via le vaccinazioni degli insegnanti dai medici di famiglia. I primi a Rivergaro

03 Marzo 2021

Nel Piacentino, i primi medici di famiglia ad avviare le vaccinazioni anti-Covid nel proprio ambulatorio sono stati Francesco Olcelli e Giancarlo Caprioli. Oggi (3 marzo) il loro studio a Rivergaro – il “San Rocco” in via Roma, gestito insieme ai colleghi Giovanni Arata, Stefano Cella e Giuseppe Coppola – ha accolto una ventina di operatori scolastici della Val Trebbia, aventi diritto all’iniezione contro il virus. “Lo facciamo per senso di responsabilità professionale – dicono Olcelli e Caprioli -, per fare la nostra parte nella lotta alla pandemia. Di certo – puntualizzano – non è una questione economica, perché il contributo per ogni vaccino non vale l’enorme sforzo organizzativo”.

A Rivergaro la prima insegnante a ricevere la dose di AstraZeneca è stata Concetta Minichini: “Questa iniezione ha un significato profondo, perché ci consegna le chiavi del futuro”. Tra gli operatori scolastici assistiti dai medici di famiglia del gruppo “San Rocco”, l’adesione al vaccino anti-Covid supera l’80 per cento. “Abbiamo contattato telefonicamente il personale dell’istruzione, come docenti e bidelli – proseguono i dottori Olcelli e Caprioli -, fissando le prenotazioni in ambulatorio a Rivergaro nel minor tempo possibile, entro una settimana. La velocità è fondamentale per sconfiggere il virus”.

RIVERGARO FA ECCEZIONE – In accordo con l’Ausl di Piacenza, infatti, i medici di famiglia hanno la possibilità di erogare le dosi contro il Covid al personale scolastico, direttamente nei propri ambulatori. In concreto, però, pochi di loro hanno dato il via all’attività autonoma di somministrazione: i problemi organizzativi e logistici restano parecchi. In questi giorni, dunque, la maggior parte dei professionisti sta dirottando i docenti, i bidelli e gli altri lavoratori dell’istruzione nei vari centri vaccinali allestiti dall’azienda sanitaria in città e provincia.

 

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