Nella nostra provincia decessi aumentati del 37%. Ma in sette comuni sono diminuiti

25 Marzo 2021

Besenzone, Calendasco, Cerignale, Ottone, Vernasca, Vigolzone e Zerba sono gli unici comuni piacentini che nel 2020 hanno visto diminuire i decessi rispetto agli anni precedenti. Cali minimi, di qualche unità, ma molto significativi in tempi di pandemia.
Per la nostra provincia, il bilancio generale è però molto pesante. Secondo i dati Istat, i decessi dell’intero 2020 sono stati 5.029, contro la media di 3.665 degli anni 2015-2019: 1.364 morti in più (+37,2%). Ma di questi, solo 1.213 sono stati attribuiti ufficialmente al Covid. Ne restano 151 che non sono stati associati alla pandemia.
Nel 2020 alcuni comuni piacentini hanno visto quasi raddoppiare i decessi rispetto alle medie storiche: Gazzola da 19,2 a 37 (+92,7%), Cadeo da 58,8 a 109 (+85%) e poi Pontenure (+72,3%), Caorso (62,3%), Monticelli (+62,1%) e Castelvetro (61,9%), a conferma del fatto che il virus ha colpito duramente anche nella Bassa. Male anche Gossolengo (+ 59,8%) e Piozzano (+56,9%)
L’incremento dei decessi nel comune di Piacenza è stato percentualmente più contenuto (+45%), ma ad impressionare è il dato assoluto: nei cinque anni precedenti i morti totali erano in media 1.262, mentre nel 2020 sono stati 1.830. Significa 568 in più, quasi 50 al mese.
Tra i comuni più popolosi, i 236 decessi 2020 di Castel San Giovanni rappresentano un aumento del 48,2%, mentre i 265 casi di Fiorenzuola fanno segnare registrato addirittura + 59,8%, tra i peggiori dati provinciali.
Numericamente all’opposto Cerignale e Zerba, dove nello scorso anno si sono celebrati rispettivamente due e tre funerali.

I DECESSI NEI COMUNI PIACENTINI

IL SERVIZIO DI MICHELE RANCATI 

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