I sanitari: “Ancora in prima linea contro il Covid ma gli stipendi si abbassano”

09 Aprile 2021

“A Piacenza sono 2.900 i dipendenti del comparto che subiscono il paradosso di vedersi diminuire quella che è la loro retribuzione, e questo per effetto di un blocco dei fondi aziendali con cui vengono generalmente riconosciute le indennità, le valorizzazioni e i premi di produzione. Il tutto rispetto a una situazione che ha visto, soprattutto nell’ultimo anno, aumentare considerevolmente il numero dei dipendenti per effetto dell’emergenza epidemiologica”.

E’ quanto hanno ripetuto stamattina, 9 aprile, Cgil, Cisl e Uil durante il presidio organizzato di fronte all’ospedale vecchio all’ingresso di via Taverna. Una mobilitazione il cui obiettivo è quello di “salvare le buste paga degli operatori sanitari”.

“Non basta più definirli eroi – ha spiegato la referente di Fp Cgil Stefania Pisaroni  -. Quello che noi chiediamo è il riconoscimento dello sforzo, della responsabilità e dell’impegno che ogni giorno tutto il personale sanitario, amministrativo e tecnico sta dedicando alla popolazione. Visto che in questo periodo di emergenza sanitaria sono stati implementati gli organici, per garantire sia supporto ospedaliero che vaccinale, chiediamo che a queste persone venga riconosciuto e garantito un adeguato riscontro economico. Ad esempio, allo stato attuale, non siamo nelle condizioni di non poter garantire ai dipendenti indennità specifiche, come ad esempio indennità di contagio né uno scatto economico nei confronti di quel personale che ha maturato più di 10 anni di anzianità in questa azienda. Oltre a questo, siamo anche in attesa del rinnovo contrattuale. Al momento risorse in questa azienda, così come il resto delle aziende sanitarie della regione, non sono pervenute. Chiediamo che ciò avvenga al più presto, dato che dobbiamo tenere in piedi il sistema sanitario”.

IL SERVIZIO DI MARCELLO TASSI

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