“Con la pandemia, alto rischio di rivolte carcerarie”. Il punto sulle Novate

27 Giugno 2021

“Alla pandemia ha fatto seguito un grosso rischio di disordini all’interno delle carceri. Situazioni che in alcuni casi hanno pregiudicato la stabilità degli istituti. A Piacenza siamo riusciti a evitare rivolte intercettando in tempo le situazioni a rischio”.

Sono le parole di Maria Gabriella Lusi, direttrice della casa circondariale di Piacenza. La direttrice ne ha parlato durante un seminario dedicato ai “Riflessi della pandemia sulla condizione carceraria” organizzato dalla Camera penale di Piacenza.

L’istituto in via delle Novate è stato il primo in Italia che, nel marzo del 2020, si è chiuso ai contatti esterni per evitare che il Covid creasse focolai ingestibili. Questo ha significato, evidentemente, una sospensione dei diritti per i circa 400 detenuti, dei quali il 63% stranieri, con 39 nazionalità e una prevalenza di presenze dal Maghreb, dall’Albania e da Paesi dell’Est Europa.

“Abbiamo registrato soltanto 12 casi di positività tra i detenuti, tutti curati in carcere. Sottolineo che cinque persone positive sono arrivate dall’esterno, da altri istituti o dalla condizione di libertà”.

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