Daniela Aschieri Piacentina dell’anno: “Dedico questo premio a mia mamma”

13 Agosto 2021

Cavaliere della Repubblica a giugno, primaria di Cardiologia a Piacenza a luglio e ora, alla vigilia del Ferragosto, dalla sera di venerdi 13 agosto in Santa Chiara a Bobbio, “Piacentina dell’anno”. Niente male questo tris d’onore in poche settimane per Daniela Aschieri, soprattutto perché incorona una donna, “e ancora oggi quando entro in una stanza d’ospedale qualcuno sgrana gli occhi e mi chiede “ma il primario dov’è?”, come se il primario debba per forza essere solo e sempre uomo”, dice lei col sorriso di chi non ha voglia di giudicare, lei che ha dedicato commossa il premio voluto dalle Edizioni Pontegobbo con il Comune di Bobbio a un’altra donna, la sua mamma, Virginia Rainieri, 85 anni e per fortuna in perfetta salute, “perché è lei che teneva i miei tre figli, Lorenzo, Giulia e Marcello, quando io dovevo lavorare. E oltre a mio marito, senza di lei…”.

La “Piacentina dell’anno” ha detto di essere piacentina d’adozione: “Sono nata a Sesto San Giovanni. I miei genitori sono originari di Reggio Emilia, papà aveva un’officina meccanica a Milano. A Piacenza ci trasferimmo in una delle prime case di via Balsamo quando avevo 7 anni, mia sorella Cinzia ne aveva tre di meno. Mio papà aveva aperto qui in città un’azienda di import export. Mi iscrisse alla “Mazzini” e al pattinaggio artistico”.

“Come neoprimaria ho trovato un reparto davvero d’eccellenza, merita tutta la stima di Piacenza e vorrei riuscire a far capire ai cittadini, che a volte si illudono di trovare servizi migliori altrove, quanto sia altissimo il livello di prestazione qui. Per quanto riguarda “Progetto Vita” non sono sola, c’è una ottima rete a livello nazionale, che si allarga. La vera sfida penso sarà quella della telecardiologia, che potrebbe davvero permetterci di seguire i pazienti cardiopatici in modo diverso, con il contributo del territorio, dei medici di medicina generale”.

E per concludere: “Liberta’ e telelibertà hanno sempre supportato le nostre iniziative, sono stati fondamentali per far capire alla gente che i Defibrillatori sono parte integrante del territorio”

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