“Se rivuoi Instagram, dacci 500 euro”. Piacentina nella trappola degli hacker

18 Agosto 2021

È stato un vero e proprio ricatto: “Se rivuoi il tuo profilo Instagram, dacci 500 euro in bitcoin”. La piacentina Maria Francesca Milani, stilista e proprietaria di un marchio di moda ben radicato sui social network, si è vista crollare il mondo addosso. Perché per chi – come lei – basa buona parte della propria attività sulle vendite online, l’improvviso attacco di un hacker può rappresentare un danno irreparabile. “Peraltro – puntualizza l’imprenditrice, 30 anni – in questo periodo di pandemia in cui i canali virtuali sono sempre più fondamentali”.

Ecco quanto accaduto qualche giorno fa. “Ho due profili Instagram, uno privato e l’altro professionale – ricorda Milani -. Ricevo su quest’ultimo un link per autenticare l’account e, forse un po’ soprappensiero, lo clicco. Nel giro di pochi secondi, il mio telefonino si disconnette da Instagram e mi arriva un messaggio su Whatsapp in cui un hacker mi chiede di pagarlo per poter recuperare le mie credenziali di accesso”.

La ragazza si rivolge quindi alla polizia postale. “Fornisco alle forze dell’ordine tutto il materiale necessario a dimostrare il furto – dice Milani – anche se, purtroppo, le tutele garantite dalle piattaforme social sono scarse. Bisogna fare attenzione alle trappole online, perché poi trovare una soluzione è quasi impossibile”. La stilista prova ad avviare una trattativa con l’hacker: “Inizialmente, mi chiede 500 euro per restituirmi la pagina Instagram, da versare in bitcoin. Nel frattempo, durante il dialogo intavolato con il pirata del web, tento di affidarmi all’assistenza del social network, che però si rivela inutile. A quel punto, scelgo di pagare una somma ridotta concordata con l’hacker che continua a contattarmi tramite Whatsapp”. Ma passa una settimana, e Milani non ottiene i dati per rientrare in possesso della sua vetrina virtuale. “Un altro malvivente mi scrive su Instagram, mi dice che ho versato i soldi alla persona sbagliata. Mi mandano in tilt, sono disperata”, rimarca oggi la ragazza, riavvolgendo il nastro dei fatti. “Mi chiedono altri soldi, accetto. Ma ancora nulla. Ne vogliono altri. Insomma, non c’è una fine”. Risultato? Milani si trova costretta a rinunciare alla sua pagina Instagram: deve ripartire da zero. “Avevo oltre diecimila iscritti, un bacino di utenti importante per vendere i miei capi d’abbigliamento. Ho perso un mese e mezzo di lavoro. Mi dispiace perché nel tempo avevo creato una comunità online in cui ricevevo apprezzamenti tramite commenti e foto dei miei costumi indossati. Mi sento privata di tutti questi ricordi”.

Alle aziende presenti sul web, la stilista piacentina dà un consiglio: “È davvero importante attivare la doppia autenticazione su tutti i social e non cliccare mai nulla di sconosciuto, nemmeno i link che a prima apparenza possono sembrare sicuri”.

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