Vaccinato, ma senza green pass per un errore di trascrizione del codice fiscale

17 Settembre 2021

Prigioniero del codice fiscale. E’ l’odissea di Emanuele Caliri, 68 anni, in pensione, è una sorta di “esodato” del pass. Si è vaccinato a Piacenza con Pfizer, prima dose il 30 aprile, seconda il 21 maggio. Quando consegna la tessera sanitaria, fatta la seconda dose, per ottenere il certificato rilasciato all’hub vaccinale, viene compiuto un errore di trascrizione del codice fiscale. E da lì cade il silenzio sul su green pass, che ne frattempo, al rientro dalle vacanze si mette in moto e fa il possibile e l’impossibile perché l’errore, una volta scoperto, sia sanato. Niente da fare.

“Intanto devo rinunciare al Salone Nautico, l’altra sera in un gruppetto abbiamo rinunciato al ristorante perché non c’era posto se non al chiuso e io non avevo il pass, gli amici mi aspettano in palestra e io non posso entrarci, ma l’ho pagata…”. Caliri tenta con il numero verde ministeriale, scrive all’Ausl, gli assicurano che il codice è “allineato”.

SU LIBERTA’ ALTRE STORIE DI DISAVVENTURE CON IL GREEN PASS NELL’ARTICOLO DI PATRIZIA SOFFIENTINI

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