“Una speranza nella durezza della vita”: ecco la Casa di accoglienza don Camminati

06 Novembre 2021

“Se fosse qui e vedesse il suo nome sulla casa ci direbbe se siamo matti: lui era così, sempre molto diretto”: ha strappato un sorriso don Giuseppe Lusignani ricordando don Paolo Camminati, vinto dal Covid il 21 marzo 2020, ma eterno nella memoria di chi lo ha conosciuto.
Un uomo buono che aveva a cuore gli ultimi. Ora a portare il suo nome è la casa di accoglienza che aveva tanto desiderato per i lavoratori in difficoltà. La struttura, accanto alla parrocchia di Nostra Signora di Lourdes è “una speranza nella durezza della vita”, un’occasione di rinascita per chi vuole camminare nella società sulle proprie gambe. Una residenza luminosa, con arredamento moderno e una grande cucina.

Martedì arriveranno i primi quattro ospiti indicati dal centro di ascolto della Caritas. Un soggiorno temporaneo in attesa dell’autonomia.

In nome dell’amicizia, oltre 200 persone hanno partecipato all’inaugurazione della struttura. Il taglio del nastro è stato affidato alla signora Carmen, mamma di don Paolo, accompagnata dalla sorella Elena: “Era il sogno di don Paolo e della sua comunità. Da subito ho pensato che se poteva esserci un senso a tutto questo dolore provato era che si realizzasse un po’ del bene che lui aveva seminato e questo è un pezzo del frutto del suo lavoro. Grazie a tutti quelli che si sono impegnati perché si realizzasse”.

“Questo è il progetto di una comunità – ha dichiarato il vescovo monsignor Adriano Cevolotto che ha benedetto la struttura -.  Un progetto che camminerà insieme alle persone ospitate, non è un albergo, è un luogo di rinascita e tutta la società ne beneficerà”.

Mario Idda, direttore della Caritas diocesana, ha ricordato i primi passi dell’iniziativa. “Il 24 settembre 2019 don Paolo mi mandò un messaggio. Scrisse che lui e don Fabio mi volevano parlare di un progetto di carità, ci incontrammo poco dopo e il 20 febbraio 2020 ci fu l’incontro pubblico con la comunità”.

A ricordare le parole di don Paolo in quell’occasione, è stato il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri: “Mi colpì perché in quell’intervista disse: se puoi parlare al mondo, fai del bene al mondo”.
Commosso il ricordo del “Camo” da parte del presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi. “Questa parrocchia è sempre stata in grado di intercettare bisogni nuovi. Don Camminati è riuscito a cogliere questo aspetto, in questa opera che noi porteremo avanti”.

Tra i sostenitori, anche Fondazione Bnl, rappresentata da Lorena Cristallini: “La vostra commozione testimonia chi era don Paolo che non ho avuto l’onore di conoscere ma posso constatare che ha creato figli spirituali e questo lo farà vivere per l’eternità. Questo è un progetto da replicare a livello nazionale e internazionale”.

IL SERVIZIO DI NICOLETTA MARENGHI

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