Confagricoltura: “I dati sulla siccità sono impressionanti, a rischio posti di lavoro”

20 Giugno 2022

“Senza suolo fertile e in salute, non c’è vita. E i dati attuali sulla siccità sono impressionanti. In una situazione che è già di grande incertezza sul piano economico, rischiamo di perdere produzioni, reddito, posti di lavoro”. Le parole di Giovanna Parmigiani, componente piacentina della giunta di Confagricoltura, intervenuta al convegno organizzato alla Camera dei deputati in occasione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità indetta, venerdì 17 giugno.

“Altrettanto impressionante è il ritardo che è stato accumulato nel risolvere problemi di portata pluriennale e via via aggravati dal cambiamento climatico – ha sottolineato Parmigiani -. Oltre il 40% dell’acqua immessa viene dispersa nella rete idrica nazionale. E l’acqua piovana viene captata solo per poco più del 10%”. “Oggi abbiamo a disposizione i fondi straordinari del Pnrr, ma occorre un vero cambio di passo rispetto al passato, perché le scadenze fissate dalla normativa europea sono ristrette. I ritardi sarebbero pagati a caro prezzo dagli agricoltori” il monito di Parmigiani.

“Occorre gestire l’emergenza – ha spiegato Parmigiani – accertando le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità naturale e attivando tutte le possibili iniziative in modo coordinato per salvaguardare le produzioni agricole”. Bisogna poi lavorare alla diffusione delle innovazioni tecnologiche in grado di salvaguardare il potenziale produttivo, con una minore pressione sulle risorse naturali. “Da anni, a riguardo, Confagricoltura ha avviato una stretta collaborazione con l’Ambasciata di Israele – ha ricordato Parmigiani – per far conoscere alle nostre imprese le migliori e più avanzate tecnologie che consentono di risparmiare il fabbisogno di acqua nei processi di produzione e numerose aziende hanno già messo in campo il top della tecnologia”.

Per Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza “Nel caso piacentino le priorità sono facili da individuare e vecchie come il sole: serve un piano principalmente di trattenimento dell’acqua in montagna. I nostri torrenti, molto generosi quasi tutto l’anno, da che mondo è mondo, in estate non assicurano sempre l’approvvigionamento idrico proprio nei due-tre mesi irrigui. Bisogna rompere gli indugi e avviare una grande stagione delle opere per realizzare le strutture che ancora oggi mancano al nostro territorio che ci appare come un’opera incompiuta: abbiamo due dighe, che sono il sale della vita, in due vallate, mentre altre due valli ne sono sprovviste. Servono una diga in val Nure e una in val Trebbia”.

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