Orientarsi nelle misure alternative al carcere, un vademecum per i detenuti

15 Luglio 2022

Quali sono i percorsi e i diritti di una persona reclusa per accedere alle misure alternative alla detenzione? E’ possibile ottenere i domiciliari se la pena è superiore a 4 anni? Sono soltanto due dei tanti casi che si ottengono incrociando le variabili associate alle tipologie di pena, con le opportunità possibili per i detenuti, che vanno dal lavoro all’esterno ai permessi speciali fino alla liberazione anticipata.

Una matrice di opportunità con la quale spesso i detenuti, soprattutto se di origine straniera, non hanno dimestichezza. Per rimediare il Garante dei detenuti della Regione Emilia Romagna assieme all’Osservatorio diritti umani in carcere della Camera penale di Bologna, ha realizzato il “Codice ristretto”, una una tabella riassuntiva, chiara, di immediata comprensione, da distribuire ad ogni recluso delle carceri regionali. Un vademecum reso necessario anche dalla confusione che spesso si genera dalle comunicazioni personali tra detenuti, non sempre a conoscenza con precisione di norme e diritti.

La consegna del Codice ristretto ai detenuti vuole offrire a ciascun detenuto la possibilità di avere contezza da subito di quali prospettive possono accompagnare il periodo di detenzione aiutando così chi è detenuto a coltivare, laddove è possibile, un progetto, e comunque ad affrontare con chiarezza quel periodo.

Un’informazione preliminare corretta può essere un contributo anche per il lavoro degli operatori interni ed esterni al carcere, chiamati a dare risposte a chi ha comunque diritto ad un efficace trattamento penitenziario.

Presenti alla consegna, venerdì 15 luglio, il direttore del carcere Maria Gabriella Lusi, Monica Faiolo delegata della Regione Emilia-Romagna,  oltre a Romina Cattivelli dell’Osservatorio nazionale carcere e Unione camere penali italiane, e Brunello Buonocore di Asp Città di Piacenza.

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