“Il Comune di Piacenza nomini il Garante dei detenuti alle Novate”

16 Agosto 2022

Il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, ha visitato gli istituti penitenziari di Parma, Reggio Emilia e Piacenza. In particolare, le semisezioni e il centro clinico del reparto 41 bis a Parma, le sezioni transessuali, donne e uomini sia circondariale che reclusione a Reggio Emilia e il reparto donne, uomini sex offenders e di osservazione psichiatria a Piacenza.
Cavalieri, dopo aver rilevato che nel corso del periodo estivo nelle carceri “si assiste a un incremento degli eventi critici, anche gravi come il recente suicidio di un recluso di 37 anni nell’istituto riminese”, ha spiegato che nel contesto generale “pesano anche criticità in ambito sanitario, con molti detenuti che lamentano lungaggini nell’erogazione delle prestazioni”. In particolare, ha sottolineato, “le detenute della sezione femminile di Piacenza lamentano la sospensione dell’erogazione dei farmaci prescritti dagli stessi sanitari della struttura (ad eccezione di quelli salvavita)”. Su quest’ultimo tema il Garante si è quindi impegnato “a ricercare un confronto con i dirigenti dell’assessorato regionale”.
Cavalieri ha indirizzato un invito alle amministrazioni locali di Piacenza e Parma per “una pronta nomina dei locali garanti dei detenuti (assenti da febbraio a Parma e da giugno a Piacenza)”.
Per quanto riguarda la situazione interna alle case circondariali, ha evidenziato come “nei tre istituti si trovino complessivamente 1.374 detenuti di cui 625 stranieri e 28 donne, per Parma e Reggio Emilia si registra un sovraffollamento nell’ordine del 10 per cento”. Una situazione, che “non sempre consente alle amministrazioni penitenziare, nonostante l’impegno degli operatori attivi nelle strutture (a partire dal personale della polizia penitenziaria e dagli educatori), di garantire servizi adeguati alle esigenze del periodo, anche per le condizioni di estrema povertà in cui versano molti detenuti (come per numerosi senza fissa dimora e stranieri)”.

 

© Copyright 2022 Editoriale Libertà