Pazienti oncologici, 1.330 curati vicino a casa: modello Piacenza in Lombardia

22 Settembre 2022

Luigi Cavanna, direttore del dipartimento Oncoematologico, ha portato il modello di lavoro di Piacenza nelle cure oncologiche ed ematologiche sul territorio all’incontro “Oncologia in Lombardia. Per una nuova presa in carico d’eccellenza del paziente #oncologico” organizzato da InRete con il patrocinio del Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri. La giornata di confronto dedicata a una nuova #sanità di prossimità con particolare attenzione al percorso dallo screening alla presa in carico e al follow up dei pazienti oncologici ha visto, accanto a Cavanna la partecipazione di Emanuele Monti, presidente commissione III Sanità e politiche sociali Regione Lombardia, Matteo Corradin, dirigente Unità organizzativa Polo ospedaliero e Welfare della Regione Lombardia, Francesco Grossi, direttore dell’Oncologia dell’ospedale di Circolo, Varese e Daniele Generali direttore Multidisciplinare di patologia mammaria e ricerca tradizionale Asst Cremona.

A Piacenza sono oltre 1.330 i pazienti oncoematologici curati in prossimità della loro residenza negli ospedali di Bobbio, Castel San Giovanni e Fiorenzuola e nella Casa della salute di Bettola. Il team medico infermieristico è composto da un oncologo o ematologo e un infermiere di oncologia. La vicinanza del luogo di cura all’abitazione dei pazienti. Questo modello di presa in carico è attivo dal gennaio 2017. I dati riferiti alle prestazioni erogate dal 2017 a dicembre 2020 evidenziano che, in quattro anni, gli accessi per eseguire i trattamenti sono stati 10.003: 2.214 nel 2017, 2.652 nel 2018, 2.524 nel 2019 e 2.613 nel 2020. I chilometri mediamente risparmiati per ogni paziente/anno sono stati 937 circa nel 2017, 891 nel 2018, 879 nel 2019, 920 nel 2020. Tutto questo influisce positivamente sulla salute fisica e mentale del paziente.

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