Baby gang e disagio giovanile: dalla Cavallerizza al Facsal, ecco i luoghi dell’emergenza

04 Dicembre 2022

Nell’elenco figurano giardini pubblici, ex gallerie commerciali semi-svuotate di attività, piazzette, angoli della città più o meno nascosti. Sono i luoghi eletti a basi di ritrovo da compagnie di giovanissimi che vanno a zonzo per la città, i cosiddetti “gruppi a rischio”. A stilarlo l’amministrazione comunale in una delibera di qualche tempo fa finalizzata ad attivare iniziative di prevenzione e promozione attraverso interventi educativi rivolti proprio a questi ragazzi. Il tema è quello del disagio giovanile e delle bande, venuto più volte alla ribalta delle cronache locali nelle ultime settimane a causa di una serie di episodi di inciviltà e vandalismo che stanno preoccupando i cittadini, ma anche le istituzioni. Si studia come intervenire, sia da un punto di vista repressivo, sia da quello educativo.

L’elenco parte con l’area verde della “Cavallerizza”, sullo stradone Farnese. Da tempo non fa più parlare di sé, ma una miriade di volte i residenti della zona hanno segnalato in passato la presenza di gruppi di ragazzi molesti, anche situazioni di spaccio. Stessa musica poche decine di metri più in là in linea d’aria, nei giardini di via Santa Franca, dove pochi giorni fa venivano segnalate addirittura risse su appuntamento, fissato ovviamente sui canali social. Si legge anche piazza Cittadella. Stesso discorso per piazzetta Plebiscito, teatro anche nel recente passato di una serie di scorribande.

Non perde mai appeal, come punto di ritrovo di tante compagnie, il Pubblico Passeggio. Le gallerie citate nell’elenco sono quelle del Cheope di via IV Novembre e quella del Politeama tra via San Siro e Corso Vittorio Emanuele. C’è poi l’area pedonale di via Negri, tra la scuola media Dante e l’Itis. Più in periferia c’è la Farnesiana, in particolar modo l’area verde di via Marinai d’Italia.

L’articolo completo di Marcello Pollastri su Libertà

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