Così l’Ausl di Piacenza cura gli autori di violenza di genere: 13 utenti nel 2023

31 Marzo 2024 03:55

“Rischio di far passare ai miei figli quello che è successo a me da giovane. Ho fatto a mia moglie ciò che ho visto fare da mio padre a mia madre”. Una confessione, tra le lacrime, fatta da un uomo condannato per maltrattamenti a uno psicologo durante una seduta del corso di riabilitazione tenuto nel centro dell’Ausl di Piacenza “Liberiamoci dalla violenza”. Parole che fanno emergere l’idea, come sottolinea Marco Martinelli (coordinatore dall’équipe di psicologi che si occupa del servizio), che “in quasi tutti gli autori di violenza c’è una vittimizzazione precoce, cioè persone che a propria volta sono state vittima di forme di violenza”. Per questo diventa fondamentale, attraverso un percorso psicoterapico, “ricostruire la biografia dell’uomo violento e capire le circostanze in cui è stato vittima di violenza”.

L’articolo 165 del codice penale prevede per i reati da “codice rosso” (maltrattamenti, stalking, lesioni personali a familiari) di subordinare l’applicazione della sospensione condizionale della pena “alla partecipazione, con cadenza almeno bisettimanale, e al superamento con esito favorevole di specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati”.

IL BILANCIO DEL CENTRO

Il centro Ldv Piacenza è stato aperto il 14 gennaio 2022 nella sede del consultorio familiare della Psicologia di base, a piazzale Milano. Quel giorno è stata attivata una linea telefonica dedicata (348.3111757) e un account email dedicato ([email protected]).
Nel 2023, il servizio è passato da un pomeriggio a settimana, il venerdì, a due pomeriggi: il mercoledì e il venerdì dalle 13 alle 16, per un totale di 12 disponibilità di appuntamento a settimana. “Nel 2023 – evidenzia il dottor Martinelli – sono stati presi incarico 13 utenti, segnando un trend in crescita rispetto all’anno precedente. I contatti annui, tramite email e telefono, sono stati 15 in tutto. Ci hanno per lo più contattato avvocati che seguono e indirizzano il proprio assistito, oppure il servizio sociale. In una sola situazione si è registrato un libero accesso. Nel 2024, la domanda è ancora in crescita”.

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