“Incentivare i progetti delle imprese”: il webinar di Confapi con la Luiss di Roma

17 Aprile 2024 03:07

È previsto per giovedì 18 aprile il webinar organizzato da Confapi Industria Piacenza che, con la partecipazione degli esperti della Luiss Business School di Roma, si occuperà di definire i dettagli previsti dal Piano Transizione 5.0, un progetto istituito in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge n.19, che conta un’assegnazione di 6,3 miliardi di euro derivati dal Pnrr nella veste revisionata sulla scorta dei principi del piano europeo di REPowerEU. 

cosa prevede il PIANO TRANSIZIONE 5.0

Il Piano Transizione 5.0 ha introdotto incentivi, sotto forma di credito d’imposta, alle imprese che tra il 2024 ed il 2025 si occuperanno di avviare e concludere progetti di innovazione mirati a ridurre i consumi energetici con investimenti in beni materiali ed immateriali 4.0, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

“Il risparmio energetico deve riguardare la struttura produttiva o i processi interessati dall’investimento, rispetto ai consumi energetici registrati nell’esercizio precedente a quello di avvio di effettuazione degli investimenti, al netto delle variazioni dei volumi produttivi e delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico; mentre il credito d’imposta è calcolato per ciascuna annualità, applicando alla somma degli investimenti eleggibili, nei limiti di 50 milioni di euro, le aliquote previste per scaglioni di investimento e a seconda del livello di risparmio energetico conseguito dal progetto di innovazione – ha spiegato il direttore di Confapi Industria Piacenza Andrea Paparo.

“L’agevolazione può giungere sino ad un massimo del 45 per cento dei costi ammissibili e, in caso di impianti fotovoltaici particolarmente efficienti, addirittura sino al 63 per cento. La fruizione in compensazione può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 dicembre 2025. Dall’anno 2026, il beneficio non fruito può essere compensato in cinque quote annuali” – ha concluso il direttore.

 

 

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