Regione Emilia Romagna

Da marzo a maggio persi a Piacenza 2.825 posti di lavoro TUTTI I DATI

15 luglio 2020

Il saldo attivazioni-cessazioni nel periodo marzo-maggio 2020 ha fatto registrare per Piacenza e provincia un saldo negativo di 2.825 unità. Ciò significa che tremila persone si sono ritrovate senza lavoro, ovviamente a causa della pandemia da Coronavirus: si tratta nella quasi totalità dei casi di persone con contratti a tempo determinato o somministrato che non sono stati prolungati, mentre per quelli stabili è arrivato il blocco dei licenziamenti deciso dal governo.

In questi mesi il mercato del lavoro in Emilia Romagna, per la prima volta dopo sei anni di crescita pressoché ininterrotta, ha ovviamente risentito dell’emergenza Covid: le assunzioni registrate ad aprile hanno fatto segnare -68% rispetto allo stesso mese del 2019, con l’occupazione femminile a pagare il prezzo maggiore.
Ma a maggio, con il progressivo riavvio dell’attività economica, le assunzioni complessive hanno registrato un aumento del 40,4% rispetto al mese precedente, soprattutto nell’industria, dove sono risalite al 70,4% del livello registrato a febbraio.
Sono i dati sull’andamento del mercato del lavoro, elaborati dalla Regione sulla base dei principali indicatori derivanti dalla Rilevazione delle forze di lavoro condotta da Istat, dai flussi di assunzioni, cessazioni e trasformazioni di contratti di lavoro dipendente monitorati attraverso il Sistema informativo del lavoro in Emilia-Romagna (Siler).

“Questi dati – commenta l’assessore regionale a Sviluppo e Lavoro, Vincenzo Colla – dimostrano che dove le attività sono ripartite per prime, i segnali positivi sono arrivati, con percentuali anche superiori a quanto potessimo immaginare. Si conferma invece la difficoltà del terziario, che necessita di un ulteriore sostegno per reggere fino alla ripresa, che ci aspettiamo nel 2021. “Ora – aggiunge l’assessore – è fondamentale far ripartire subito il mercato interno sbloccando anche le opere pubbliche, a partire dagli accordi di programma con Rfi, Anas e risolvendo il tema della concessione autostradale. Il decreto semplificazione sarà fondamentale per rilanciare gli investimenti degli Enti locali: un’operazione keynesiana indispensabile per far ripartire le filiere legate all’edilizia, alle costruzioni e alle reti, e con esse tanta parte di occupazione”.

LAVORO: IL RAPPORTO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

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