Spugna fossile, la traccia di vita animale più antica della Terra

02 Agosto 2021

In breve:

  • Una ricercatrice canadese potrebbe aver scoperto il fossile animale più antico del mondo
  • Se fosse confermato, ci troveremmo di fronte ad un animale più antico di oltre 300 milioni di anni rispetto all’attuale detentore del “record”
  • La comunità scientifica invita alla cautela

Sabato 28 luglio è apparso su Nature uno studio che potrebbe riscrivere la storia della vita sul pianeta Terra. Una ricercatrice della Laurentian università dell’Ontario, in Canada, sostiene infatti di aver trovato all’interno di una barriera corallina lo scheletro di quella che potrebbe essere una spugna risalente a 890 milioni di anni fa. Perlomeno lo ipotizza. Ma se questa ipotesi dovesse essere confermata, allora ci si troverebbe di fronte all’essere animale più antico mai ritrovato sul pianeta. Più antico di circa 350 milioni di anni rispetto a quello che fino a ieri era considerato l’essere più vecchio, un fossile di “dickinsonia” ritrovato nel Mar bianco russo nel 2018.

Lo studio pubblicato su Nature

La chiave della notizia è indubbiamente lo studio pubblicato sulla rivista Nature pochi giorni fa. All’interno del documento, liberamente consultabile, si legge che “se le masse dalla microstruttura vermiforme ritrovate nella barriera corallina Little Dal saranno considerate fossili di antenati delle spugne, la loro età approssimativa di 890 milioni di anni implicherà che […] le forme di vita animale precoce non sono state colpite in maniera catastrofica dagli episodi di glaciazione neoproterozoici”. L’era Neoproterozoica si estende dal miliardo ai 542 milioni (circa) di anni fa, e fu caratterizzata da intense glaciazioni. La ricercatrice aggiunge: “Se i campioni ricavati da Little Dal sono realmente fossili di spugna, allora questi si collocano 350 milioni di anni prima rispetto agli attuali fossili di spugna riconosciuti come i più antichi esistenti”.

Per Elizabeth Turner una scoperta durata vent’anni

Elizabeth Turner è la sola firmataria dello studio pubblicato su Nature. È docente di Sedimentologia e Paleontologia presso la Laurentian università di Sudbury, città dell’Ontario, in Canada. Nel suo curriculum vanta una esperienza trentennale di ricerca sul campo nelle regioni remote del Canada del nord. È proprio in quelle zone, tra lo Yukon e i territorio del Nord-ovest, che la ricercatrice raccolse negli anni ’90, appena laureata, una serie di campioni. È ancora consultabile online una ricerca del 1993 che porta la sua firma, dedicata per l’appunto alle microstrutture ritrovate nel Nord-ovest del Canada. Stando al racconto pubblicato su Science, la professoressa Turner avrebbe raccolto dei frammenti di roccia, poi ridotti in campioni del diametro di 30 micron e analizzato il contenuto a microscopio. Alcuni di questi avrebbero mostrato piccole strutture ramificate, secondo la scienziata troppo complesse per essere state generate da microbi. Non solo. Le strutture analizzate le ricordavano altre composizioni già ritrovate in rocce più giovani, dove era più plausibile trovare tracce di vita animale. Tuttavia, complice il dottorato da concludere e l’assenza di ulteriori spunti da parte sua e dei suoi colleghi, quelle particolari strutture vennero per il momento messe da parte, in attesa di una svolta.

“Un video pubblicato da Nature proprio sulla scoperta di Elizabeth Turner”

È ancora tutto da confermare

Science ha interpellato alcuni esperti che, per il momento, si limitano a mettere le mani avanti: “Quasi ogni forma di vita è in grado di dare vita a quel tipo di strutture”, dice Jonathan Antcliffe, geologo e paleobiologo dell’Università di Losanna, invitando alla cautela di fronte all’ipotetica scoperta di Elizabeth Turner. “È importante comprendere questi antichi ecosistemi, che si tratti di spugne oppure no”, replica la collega Allison Daley, paleontologa presso il medesimo ateneo.

Cos’è la “dickinsonia”, il fossile animale riconosciuto come più antico

In attesa di conoscere il responso della comunità scientifica sulla scoperta di Elizabeth Turner, il fossile di “dickinsonia” ritrovato nel 2018 nel Mar bianco, in Russia, resta ufficialmente la più antica traccia animale mai ritrovata sul pianeta. I ricercatori sono giunti alla conclusione che si trattasse di un animale per via dei residui di colesterolo individuati sul fossile. Chissà se la sua età, nonostante i venerandi 558 milioni di anni, lo condannerà “soltanto” alla seconda posizione tra gli organismi animali più antichi del mondo.

“Un documentario dedicato alla “dickinsonia”, attualmente riconosciuto come l’animale più antico del pianeta Terra”

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