Le “armi” di Google per gli ucraini: milioni di allerte anti bombe sui cellulari

20 Maggio 2022

Mentre in Italia si scalda il dibattito politico e sociale sull’invio di nuovi armamenti all’Ucraina invasa dalla Russia, Google ha fatto il punto della situazione sul contributo fornito, così come altre società tecnologiche, al popolo ucraino durante questi mesi così drammatici.
L’amministratore delegato Sundar Pichai ha spiegato che l’allerta anti aerei attivata a marzo per gli utenti di Android, d’accordo col governo di Kiev, ha inviato “centinaia di milioni di notifiche per aiutare le persone a mettersi in salvo”, mentre dal prossimo mese i video YouTube con contenuti ucraini avranno i sottotitoli automatici “per aumentare l’accesso a informazioni accurate sulla guerra”.
In tema cybersecurity, Google ha invece reso noto di aver protetto “i siti web di oltre 200 enti e testate giornalistiche ucraine” con Project Shield, il suo scudo contro gli attacchi Ddos, quelli che mandano in tilt un sito.
“A marzo – ha aggiunto Pichai – sono stato in Polonia, dove hanno cercato rifugio milioni di ucraini. La popolazione di Varsavia è aumentata di quasi il 20% poiché le famiglie ospitano i rifugiati nelle loro case e le scuole accolgono migliaia di nuovi studenti. Quasi tutti i dipendenti di Google con cui ho parlato ospitavano qualcuno”. Pichai ha poi ricordato come Google Translate “stia aiutando gli ucraini a trovare un po’ di speranza e connessione fino a quando non saranno in grado di tornare di nuovo a casa”, ha poi annunciato che arriveranno su YouTube i sottotitoli dei video in 16 lingue e dal prossimo mese la società “espanderà i sottotitoli tradotti automaticamente ai contenuti ucraini di YouTube, parte del nostro più ampio sforzo per aumentare l’accesso a informazioni accurate sulla guerra”.
L’IMPEGNO DEGLI ALTRI BIG TECH
In questi mesi è moltiplicato l’impegno anche di altri colossi della tecnologia.
Facebook e Instagram aveva persino modificato le proprie policy per consentire di incitare alla lotta contro i russi (anche con parole violente), oltre ad aver sospeso centinaia di account che diffondevano fake news. Stesso comportamento per Twitter, YouTube e Tik Tok, mentre Elon Musk ha spedito in Ucraina i terminali per utilizzare Starlink, ossia la connessione internet veloce e sicura.
Airbnb ha teso la mano a chi sta fuggendo dalle zone di conflitto, mettendo a disposizione alloggi gratuiti per 100.000 persone.

[email protected]

© Copyright 2022 Editoriale Libertà